Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Laurentina / Via di Porta Medaglia

Cadavere mutilato: la questura diffonde l'identikit

La questura di Roma, a fini identificativi, ha diffuso alcuni particolari del cadavere della donna smembrata in via di Porta Medaglia. Si spera che qualcuno possa riconoscerla

La questura di Roma ha diffuso un identikit della donna ritrovata l'8 marzo 2011 nel parco nei pressi di via di Porta Medaglia in zona Ardeatina. Quello che gli investigatori sperano è che qualcuno possa riconoscere dai particolari diffusi la donna uccisa in quel modo barbaro. Il suo corpo fu trovato mutilato nel campo, fatto a pezzi con una motosega e con gli organi asportati dalla mano di un professionista.
La donna aveva le unghie corte, ma coperte di smalto rosso decorato da piccoli cerchi color argento. Indossava una maglietta nera a maniche lunghe in cotone con il collo alla coreana e un gilet di cotone lavorato color carta da zucchero a chiusura con bottoni. Inoltre, portava un anello d'argento a fascia.
Questi sono alcuni dei particolari emersi nel corso dei rilievi effettuati dalla Polizia Scientifica e dall’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile.

IDENTIKIT - Secondo quanto accertato sinora si tratterebbe di una donna tra i venti e i 35 anni, con tutta probabilità europea. Una donna alta, con una carnagione chiara, una taglia 44 e una cascata di capelli biondi ma tinti di rosso.

Sul cadavere infatti al momento non sarebbero state rilevate tracce di un altro Dna. Segno che probabilmente l'assassino per uccidere e mutilare la vittima avrebbe usato quindi delle precauzioni per non lasciare tracce.

LE INDAGINI

8 marzo: viene ritrovato il corpo, si pensa possa essere quello di una transessuale
9 marzo: i primi rilievi rivelano particolari agghiaccianti, usata una motosega, ma gli organi sono stati asportati da una mano esperta
11 marzo: dell'identità della donna nessuna traccia, ma si è difesa prima di morire e si spera di trovare tracce del dna dell'assassino
12 marzo: le ricerche si intensificano per svelare l'identità della donna, si cerca nelle banche dati italiane e straniere
14 marzo: si arriva a ipotizzare che il delitto sia stato commesso da un feticista. Inoltre, viene ritrovato un cellulare
 

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