Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Don Coluccia aggredito a Tor Bella Monaca, gli spari della scorta per sventare il tentato omicidio

Solidarietà e pieno sostegno sono stati manifestati dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a don Coluccia con una telefonata. Tanti i messaggi dal mondo politico

Secondo qualcuno sarebbe stato un "attentato". Per altri il chiaro segnale dei capi piazza di Tor Bella Monca, forse vicini alla Camorra. Al momento non c'è la certezza e la squadra mobile della polizia di Stato lo fa a bocche cucite. L'obiettivo è incastonare bene quanto successo nel primo pomeriggio di martedì 29 agosto in via dell'Archeologia, dove un uomo di 28 anni in sella a uno scooter T-Max ha cercato di investire Don Antonio Coluccia, il meglio noto "prete anti spaccio" che era impegnato in una delle sue passeggiate della legalità nel quartiere.

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L'accusa di tentato omicidio

Un tentato omicidio - questo il reato contestato al giovane - sventato dalla scorta del sacerdote con uno dei suoi angeli custodi che si è frapposto e che, reagendo, ha sparato colpendo l'aggressore. Due i colpi esplosi, uno è andato a segno. Il ventottenne è stato ferito all'avambraccio con il proiettile che è entrato e uscito dell'arto. Ferito, è stato portato all'ospedale Casilino dov'è piantonato in stato di arresto. Nello stesso ospedale anche l'agente della scorta di Coluccia. Anche lui non è in gravi condizioni. 

Chi è l'aggressore 

Ora bisognerà capire il perché di quel gesto. Subito dopo i fatti consumati poco prima delle due del pomeriggio, in via dell'Archeologia è accorsa anche la madre di S.D.P. - queste le iniziali del ventottenne. La donna, di nazionalità bielorussa, ha urlato chiedendo perché avessero sparato. Secondo quanto appreso il ragazzo non vivrebbe più con i genitori da tempo.

Si arrabatta come può per sbarcare il lunario vivendo di espedienti, le notti spesso passate a dormire sulle panchine dei giardini pubblici ed è disoccupato. Una storia al limite, come tante, troppe, a Tor Bella Monaca. Secondo quanto ricostruito, nonostante sia conosciuto alle forze dell'ordine, non sarebbe affiliato a nessun clan di Tor Bella Monaca. In via dell'Archeologia in molti lo conoscono, ma non come pusher. 

La ricostruzione e le indagini

Secondo una prima ricostruzione, S.D.P. l'ha prima affiancato in sella a un motorino e poi, dopo averlo riconosciuto, lo ha insultato e ha tentato di investirlo. La colpa di Coluccia forse quella di bloccare il consueto scambio droga-denaro che avviene h24 in via dell'Archeologia. Fatto sta che l'agente di scorta però si è frapposto ed è stato travolto e sbalzato via, ma ha reagito con l'arma, facendo fuoco. 

Che S.D.P. possa essere stato aizzato da qualche capo piazza che si lamentava per lo stop degli affari non è escluso. Un'ipotesi, infatti, è che qualche signore della droga di Tor Bella Monaca forse stizzito dallo stop giornaliero degli affari possa aver parlato con il ventottenne raccontandogli il perché della temporanea chiusura del supermercato dello spaccio tra i più grandi d'Europa. Più difficile immaginare - almeno al momento - un agguato pre organizzato. Nello scooter nascondeva una mannaia e un martello.

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La solidarietà

Solidarietà e pieno sostegno sono stati manifestati dalle cariche politiche, religiose e da diverse associazioni. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha raggiunto don Coluccia con una telefonata. Il ministro ha anche sentito il capo della Polizia Vittorio Pisani per accertarsi di quanto accaduto e delle condizioni di salute dell'agente, ora ricoverato con vari traumi. Anche il sindaco Roberto Gualtieri ha telefonato al sacerdote: "L'ho chiamato - ha spiegato - per esprimergli la vicinanza di tutta Roma e augurare pronta guarigione all'agente di scorta ferito. Violenza e mafie vanno contrastate con ogni mezzo". 

"Solidarietà a Don Antonio Coluccia e agli agenti della sua scorta per l’aggressione ricevuta oggi a Tor Bella Monaca. Continueremo a sostenere con coraggio le sue battaglia contro le mafie e la criminalità organizzata per il bene di Roma. Sono certo che andrà avanti con il solito coraggio, la città è dalla sua parte", il messaggio dell'assessore al patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi. Dal Campidoglio parole di sostegno anche dagli assessori Monica Lucarelli e Alessandro Onorato. 

Parole di vicinanza dal leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini a "un uomo di Chiesa che combatte ogni tipo di droga per salvare ragazze e ragazzi. In bocca al lupo all'agente investito, tutto il mio disprezzo per l'infame criminale ferito". "Fermare lo spaccio è chiudere il bancomat della criminalità organizzata - ha commentato la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo - Un abbraccio a Don Coluccia per il tentativo di aggressione e un grazie immenso, insieme agli auguri di pronta guarigione, all'agente ferito". 

Nessun passo indietro

Vicino a Don Coluccia anche il Vicariato di Roma: "Don Antonio ormai da diversi anni svolge il suo servizio pastorale mettendosi accanto ai giovani che vivono il disagio delle dipendenze da droghe, facendo sentire la sua voce contro coloro che continuano a seminare morte e a spacciare l'inganno. Atti intimidatori come quello consumato ieri non scoraggeranno don Antonio nella sua delicata missione".

"Tuttavia, quanto accaduto, interpella in modo forte la comunità civile e l’impegno dei singoli credenti. - si legge nella nota - È bene che da parte di tutti si alzi un grido coraggioso contro ogni scelta che minaccia la vita dei nostri ragazzi. Il tempo che stiamo per vivere, con la diffusione sempre più dilagante di sostanze tossiche richiede uno sforzo corale affinché sia affermata la dignità della vita umana, ai ragazzi siano garantiti contesti sani e sicuri e sia presa sul serio la sfida educativa, consapevoli del tesoro immenso dei giovani per il presente e per il futuro della nostra società"

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