Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Via del Plebiscito

Via del Plebiscito e i divieti per proteggere palazzo Grazioli

La via dove abita il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Roma è sottoposta da tempo a severe misure di sicurezza che però influiscono notevolmente sulla vita di residenti e negozianti della zona

Negli ultimi due anni, la presenza di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli (l'edificio che il Cavaliere acquistò anni fa per farne la sua residenza privata nella Capitale, a metà strada tra Montecitorio e il Quirinale) sta creando non pochi problemi a negozianti e abitanti della zona. Dopo la soppressione della fermata degli autobus su via del Plebiscito e l'istituzione del divieto di sosta per tutti i veicoli sulla piccola piazza Grazioli, ad eccezione però delle auto blu, ora è la volta delle grandi fioriere di fronte all'ingresso del palazzo.

Le forze dell'ordine che presidiano la residenza romana di Berlusconi hanno la consegna di non far sedere nessuno sulle fioriere “per motivi di sicurezza”, vista la presenza di “obiettivi sensibili”. Oltre a Silvio Berlusconi, nelle vicinanze abita anche il capo della polizia Antonio Manganelli.
Nascosta dietro palazzo Venezia, via del Plebiscito si è trasformata negli anni da via storica in strada di scorrimento, con l'istituzione anni fa - prima dell'arrivo di Berlusconi - del senso unico in direzione di largo di Torre Argentina, con la famosa fermata dei bus. Ma da quando si è data una stretta sulla sicurezza nel perimetro intorno palazzo Grazioli, anche i commercianti della via si sono lamentati.

“Da quando hanno tolto la fermata abbiamo perso un buon 30, 40 per cento - dice a Romatoday Fernando Zoppo, titolare della profumeria su via del Plebiscito - e le fioriere impediscono alle macchine di fermarsi davanti al negozio”.  Quando nel 2009, fu soppressa la fermata di via del Plebiscito, uno snodo fondamentale in un punto nevralgico della viabilità del centro storico per 18 linee, Federico Catania, dell'esecutivo Pd del Primo Municipio, raccolse 10mila firme e le consegnò al prefetto, che rispose pochi giorni dopo via fax escludendo la possibilità di un ripristino della fermata.

“Quella di abitare a palazzo Grazioli è una scelta personale di Berlusconi, perché la residenza assegnata al presidente del Consiglio è palazzo Chigi”, dice Federico Catania. Palazzo Grazioli non è una residenza istituzionale sebbene faccia parte di un elenco di residenze dell'attuale presidente del Consiglio considerate obiettivi sensibili e quindi sottoposte a controlli di sicurezza. “Il divieto di sosta davanti palazzo Grazioli è comprensibile, visto che la storia ci insegna quanto sia  pericoloso lasciare macchine parcheggiate davanti a obiettivi sensibili -ammette Catania - Ma la nuova normativa sulle fioriere sfiora il ridicolo. Quando fino a sei mesi fa c'era sempre una folla di turisti e curiosi che sostava lì davanti per acclamarlo allora la situazione non era rischiosa. Adesso che le cose sono cambiate e Berlusconi è in declino, è diventato vietato”.

Davanti palazzo Grazioli c'è sempre una folla di cronisti e fotografi. Il divieto di sedersi sulle fioriere riguarda anche chi, come loro, passa la giornata in attesa. “Ci rendiamo conto che le misure di sicurezza siano fondamentali, ma questo non può ledere il nostro diritto-dovere di fare cronaca – dice uno di loro-. Spesso le giornate ad attendere sotto Palazzo Grazioli sono interminabili e ogni tanto riposarsi sulle fioriere è piacevole. Vorrà dire che ci porteremo le sedie da casa..."

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