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Castel Gandolfo, secondo giorno di ricerche: sommozzatori cercano 33enne inghiottito dal lago

L'uomo, siciliano ma residente a Roma est, era sulle rive del lago dei Castelli con il fratello e la fidanzata. Oggi le ricerche anche con l'aiuto di speciali robot

Sono ore di ansia per i familiari e gli amici del 33enne disperso e inghiottito nel lago di Castel Gandolfo, uno dei più pericolosi della periferia di Roma, nel pomeriggio di lunedì 5 agosto.

C.P.B., queste le sue iniziali, stava facendo il bagno su un materassino. Era entrato in acqua verso le 14 e, un'ora dopo, un gruppo di ragazzi usciti con i pedalò dopo averlo visto dimenarsi nel lago sono rientrati per dare l'allarme. Verso le 16, quindi, sono iniziate le ricerche durate fino al calare del sole.

Sul posto un elicottero e i sommozzatori dei vigili del fuoco, la protezione civile e gli agenti della polizia di stato con il commissariato di Albano impegnato lungo le coste. La prima parte delle ricerche ha dato esito negativo. 

Dalle 6 di questa mattina i disperativi tentativi dei soccorsi sono ripresi e le ricerche dei sub si sommeranno a quelle dei robot scandagliatori. Più le ore passano e più le speranze si affievoliscono.

L'uomo, originario di Naro (Agrigento), da anni vive a Roma, nel quartiere di Castelverde, dove lavora come elettricista. Era ai Castelli Romani con il fratello e la sua fidanzata. L'anno scorso per individuare la salma di Elnur Babayev, 29 anni, sono ci vollero 17 giorni.

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