Cronaca

Discariche a Riano: "E i 300 lavoratori delle imprese locali che fine farebbero?"

Se la discariche di Riano venissero aperte "dove andrebbero a finire i 300 lavoratori attivi nelle cave di tufo e nelle imprese locali?". L'allarme arriva da Fabrizio Pascucci, Segretario Feneal Uil Nazionale e Presidente Uniat

Oltre ai danni ambientali "è necessario pensare alle 300 persone che rimarrebbero senza lavoro qualora le imprese attive sul sito prescelto fossero dismesse". A dare l'allarme è Fabrizio Pascucci, Segretario Feneal Uil Nazionale e Presidente Uniat, che, tornando ancora una volta sull'annosa questione discariche post Malagrotta e sulla possibilità di scegliere come sito Pian dell'Olmo, mette in luce un ulteriore questione, quella di chi lavora nelle imprese attive sul luogo e che, qualora venisse aperta la discarica, perderebbe il posto.

“Rimango basito dalle notizie apprese dalla stampa in merito all’ennesimo  atto di disonestà sulla situazione delle discariche del territorio laziale, in particolar modo quelle inerenti la possibile allocazione di una discarica nella zona di Riano”. E’ quanto dichiara Fabrizio Pascucci, segretario Nazionale Feneal Responsabile delle politiche contrattuali per i settori Legno e materiali da costruzione.


“Siamo di fronte ad nuovo caso di politicizzazione dei voti. Da tempo  oramai i politici sembrano essere interessati  soltanto alle promesse elettorali piuttosto che al bene comune dei cittadini, agendo in tal modo senza alcun riguardo per i bisogni reali della collettività, differente sembra essere il metodo della scienza e della tecnica  scelto dal ministro Clini, che condividiamo a pieno - dichiara il sindacalista. -  E’ davvero impensabile pensare di aprire una discarica in quel comune non solo per i  vincoli  ambientali presenti ma anche per i circa 100 lavoratori delle cave di tufo, nonché i 200 dipendenti delle decine di aziende attive che perderebbero il posto di lavoro qualora la discarica venisse aperta in quel sito e conseguentemente le imprese fossero chiuse. La salute dei cittadini e la tutela ambientale dovrebbero sempre esser posti al di sopra di ogni logica e compromesso politico, - conclude Pascucci - così come i circa 300 lavoratori che rischiano il posto di lavoro a Riano.’

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