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Cronaca

Rifiuti: vince re Manlio. "E' come ampliare Malagrotta"

Il prefetto Sottile ha ufficializzato il "sì" a Monti dell'Ortaccio come discarica provvisoria per il post Malagrotta. Re Manlio ha vinto ma è già pronto il muro dei "no"

Vince Cerroni. Re Manlio si sposta solo di qualche metro e si assicura anche il post Malagrotta. Monti dell'Ortaccio, sempre nella Valle Galleria, ha il sì del prefetto Sottile che, da qui a 15 giorni, convocherà la Conferenza dei Servizi in cui verranno sentiti gli enti locali. Enti (Comune, Provincia e Regione) che hanno già detto "no" ma che, questa volta, dovranno motivare tecnicamente eventuali dinieghi. Lo ha detto chiaramente Sottile: "La Conferenza è di carattere tecnico, tutte le obiezioni devono essere motivate, e si devono indicare le soluzioni volte a superare le obiezioni".

Nessun muro immotivato dunque e soluzioni alternative chiare e volte a fronteggiare una situazione d'emergenza. Quello che infatti ha spinto il prefetto a prendere la scelta è proprio il fatto che Monti dell'Ortaccio è un sito pronto, o quasi. Sì perché re Manlio è da tempo che ci pensa e il progetto per Monti dell'Ortaccio esiste dal 2009. Ovviamente andrà rivisto, come spiegato da Sottile, ma lo scheletro è lì, pronto per accogliere i rifiuti e per evitare così il protrarsi dell'emergenza, che per qualcuno invece rischia di acuirsi ancora di più.

La Valle Galeria infatti è già terra di "monnezza", come tuonano residenti e politici di ogni schieramento. E non importa se ci si arriva facilmente e se il sito possiede alcune buone caratteristiche geologiche, perché si trova anche a pochi metri da un'area in cui si attesta l'alta contaminazione ambientale. Non casuale il commento dell'Idv: "Di fatto si tratta di un ampliamento della discarica precedente".

CARATTERISTICHE DEL SITO - Tra i fattori preferenziali, come si legge nel documento depositato da Cerroni in Regione, c'é "l'agevole accesso alla viabilità", il fatto che si tratti di una area "interessata da cave" e la "possibilità di trasporto intermodale": "E' facilmente raggiungibile da via di Castel Malnome - ed è limitrofo e facilmente collegabile alla rete ferroviaria".

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Dal punto di vista delle caratteristiche idrogeologiche, si legge che "la permeabilità e in genere scarsa", ma poche righe sotto, al capitolo 'Vulnerabilita' e tutela delle risorse idriche' si apprende che l'area risulta a elevata infiltrazione. Per quanto riguarda la classe di qualità del bacino ricade nella classe 5: Pessimo. Dal punto di vista paesaggistico "l'area rientra nel sistema e ambito di paesaggio agrario 'di valore'".

La scorsa primavera il ministero dell'Ambiente, nell'ambito degli incontri indetti dal ministro Corrado Clini, mise Monti dell'Ortaccio in seconda fascia (su quattro) di preferenza per una discarica, ma con delle riserve: "Il sito di Monti dell'Ortaccio - scrivevano i tecnici di Clini - presenta delle caratteristiche geologiche favorevoli e capacità di abbancamento di rifiuti adeguata stante anche la presenza ed esercizio di due impianti di Tmb e gassificazione, a fronte di fattori di inopportunità connessi al grado di sovraccarico ambientale già insistente sull'area".

Nel contempo Monti dell'Ortaccio "è adiacente a Malagrotta - come disse a suo tempo l'ex commissario Giuseppe Pecoraro - una zona la cui alta contaminazione, come prova uno studio dell'Ispra, rende la sua esclusione non derogabile. Inoltre è vicina a un centro abitato". Sul presunto rapporto tra la contaminazione dell'area e un picco di patologie oncologiche nell'area della Valle Galeria sta indagando la magistratura di Roma.
 

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