Discarica Falcognana, arriva il giorno X: comitati pronti a una "muraglia di persone"

I cittadini sono pronti a protestare a oltranza pur di bloccare i camion di rifiuti verso la 'nuova' discarica. Eppure i nodi da sciogliere sono tanti: primo tra tutti, manca la firma del decreto

Ormai ci siamo quasi. Il count down per la chiusura della discarica di Malagrotta scade domani. I cittadini che abitano nei pressi della 'nuova' discarica di Falcognana sono sul piede di guerra e non annunciano alcun arretramento. Domani però sarà una giornata decisiva anche sotto il profilo organizzativo-burocratico. Per il via libera dei rifiuti a Falcognana, manca infatti ancora il decreto del ministro Andrea Orlando senza il quale la 'monnezza' della Capitale non può essere conferita nel nuovo sito.

E nessuna certezza nemmeno per quanto riguarda i rifiuti trattati a Malagrotta. Il proprietario della discarica di Malagrotta Manlio Cerroni “due o tre punti da dirimere” nella riunione che si terrà proprio domani mattina. In cima alle preoccupazioni del gestore di Malagrotta c'è il cosiddetto 'capping', la copertura della discarica prima di chiuderla definitivamente. Non è escluso dunque che Cerroni ottenga una sorta di 'miniproroga', l'ennesima, in attesa di colmare le volumetrie del sito ancora vuote. Operazione che potrebbe durare anche alcuni mesi. 

L'unica certezza è il fatto che da martedì i mezzi dell'Ama cominceranno a portare i rifiuti della Capitale in altri siti del Nord Italia, più precisamente in Piemonte ed Emilia Romagna, come previsto dal bando ad inviti indetto dalla municipalizzata. Un trasferimento temporaneo, della durata di due mesi ma rinnovabile, in attesa che i rifiuti trattati possano trovare sistemazione alla Falcognana.

Oltre alle proteste di piazza, i comitati presenteranno proprio domani una richiesta di accesso agli atti "per verificare le risposte al nostro esposto sui lavori eseguiti, in corso d'opera e distante dal fosso, ed il mancato rispetto delle normative ambientali e paesaggistiche da applicare" spiegano. Il 23 settembre scorso, infatti, i comitati hanno presentato un esposto per chiedere verifiche sui lavori eseguiti e quelli in corso nel sito di Falcognana. 

Caldo anche il fronte della protesta. I comitati annunciano una "muraglia di persone" che attenderà l'alba del primo ottobre per impedire il passaggio dei camion. I messaggi lanciati dagli attivisti al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e agli altri amministratori sono chiari: "Zingaretti&co si mettano l'anima in pace al Divino Amore non si passa".

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La protesta di domani prenderà il via alle 18 con la partenza di numerosi cortei da Falcognana e dai quartieri limitrofi, fino al presidio. Poi, durante la serata, sono previsti concerti rock, mostre fotografiche, una preghiera alla Madonna del Divino Amore per poi concludere con un saluto all'alba alle 6 del mattino.

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