Cronaca Via Colleverde

Disabile sotto sfratto tenta il suicidio: "Tra due giorni arriva l'ufficiale giudiziario"

Marcello Dagiante, affetto da poliomielite, vive in un appartamento in via di Colleverde, un tempo di proprietà della Cassa Ragionieri. "Senza rinnovo del contratto, me ne devo andare"

“Marcello è permesso? Sono tua sorella”. Come altre mattine Roberta è andata a trovare il fratello, ma alla sua domanda non ha ricevuto nessuna risposta. Marcello, anche se non risponde, è in casa. “L'ho trovato riverso sul divano con una boccetta semivuota di pastiglie medicinali in mano. Ha tentato di uccidersi”. A terra le stampelle che lo aiutano a camminare. “E' affetto da poliomielite fin dagli anni sessanta. E' invalido al 80%”. Il motivo le è chiaro fin da subito: mercoledì prossimo alla sua porta busserà l'ufficiale giudiziario con tanto la forza pubblica per sfrattarlo e lui, che in quell'appartamento vive con la compagna e due figli, uno di dodici anni e l'altra di venti, affetta da diabete dall'età di otto anni, “ha pensato che non c'è più nulla da fare” ci racconta la sorella. “Gli hanno tolto la dignità”.

Marcello Dagiante vive in via di Colleverde 32, in zona Settecamini, uno dei circa 1600 appartamenti che la Cassa Ragionieri ha deciso di dismettere circa un anno fa. Per la dismissione, tutti gli appartamenti sono stati conferiti in un fondo immobiliare gestito da Bnp Paribas, il fondo Scoiattolo che ora procederà a dismetterli.

Abitava in quella casa fin dal 1988 con la madre. “Poi mi sono trasferito a vivere con la mia compagna. Quando mia madre è morta sono tornato e ho scoperto che lei, che viveva con una pensione di 480 euro al mese, aveva smesso di pagare l'affitto” racconta Marcello. Così si è affrettato a saldare il debito. “24 mila euro” spiega. E da quel momento in poi “ho continuato a pagare l'indennità di occupazione dietro la promessa di un rinnovo del contratto.  Ma il rinnovo non è mai avvenuto”.

Ora con la dismissione degli appartamenti Marcello racconta di non avere il titolo per poter rimanere in quella casa e accedere alla proposta di acquisto da parte del fondo. “Ancora non so quanto mi chiederanno. E poi anche il mutuo fa paura”. Così, mercoledì, l'arrivo dell'ufficiale giudiziario. La domanda è semplice ma non gli lascia scampo: “Se esco di qui, dove vado?” racconta spiegando che “il fondo è informato della mia situazione”.

Ad occuparsi della vicenda il sindacato di base Asia Usb. “Questa è la dimostrazione che la situazione sta degenerando. Lo denunciamo da tempo” commenta Angelo Fascetti. “Mercoledì, quando è in programma un tavolo con il ministero dei trasporti (dove i movimenti per il diritto all'abitare romani hanno protestato la settimana scorsa, ndr) porteremo il caso di Marcello di fronte alle autorità. Ma Marcello non è solo. Troppe persone perdono la casa ogni anno. E' arrivato il momento di bloccare gli sfratti e trovare una soluzione”.

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