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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca San Lorenzo / Via dei Lucani

Desirée violentata ed uccisa, confermate le condanne. La madre: "Sono quattro mostri"

La 16enne venne uccisa nell'ottobre del 2018 fa in uno stabile abbandonato in via Lucani a San Lorenzo

Sentenza confermata anche in secondo grado di giudizio per i responsabili dell’omicidio di Desirée Mariottini. I giudici della Corte di Assise di Appello di Roma dopo quattro ore di camera di consiglio hanno accolto la richiesta del Procuratore generale e confermato la pena dell’ergastolo per Mamadou Gara e Yousef Salia, i 27 anni di carcere per Brian Minthe e i 24 anni e sei mesi per Alinno Chima. Le accuse nei loro confronti erano a vario titolo di omicidio, violenza sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti per la morte della 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita in un palazzo abbandonato in via dei Lucani nel quartiere San Lorenzo a Roma il 19 ottobre 2018. Il procuratore generale aveva chiesto alla corte la conferma delle condanne per gli imputati. Conferma poi arrivata.

"Speravo nella conferma delle condanne. Sono quattro mostri e devono stare dietro le sbarre. Questa sentenza mi dà solo un po' di pace dopo tanto dolore, ma il dolore ci sarà sempre e nessuno mi ridarà mai mia figlia", ha affermato Barbara, la madre di Desirée.

L'omicidio di Desirée Mariottini

Dalle carte dell'indagine è emerso che gli imputati avevano fornito alla ragazza un mix di sostanze composto anche di tranquillanti e pasticche. Ma la miscela, "rivelatasi mortale", era composta da psicotropi che hanno determinato "la perdita della sua capacità di reazione", consentendo agli indagati di violentare la minorenne in uno stabile fatiscente. Nell'ordinanza con cui il gip dispose il carcere si affermava che il gruppo ha agito "con pervicacia, crudeltà e disinvoltura", mostrando una "elevatissima pericolosità e non avendo avuto alcuna remora" nel portare a termine lo stupro e l'omicidio.

Nel provvedimento sono citate anche alcune testimonianze. "Meglio lei morta che noi in galera": è la frase che secondo alcuni testimoni avrebbero pronunciato tre dei quattro accusati. Gli accusati, inoltre, "impedirono di chiamare i soccorsi per aiutare la giovane".

Secondo la ricostruzione degli investigatori, suffragata da una serie di accertamenti e perizie medico legali, gli imputati avrebbero abusato a turno della ragazza nell’edificio di via dei Lucani dopo averle fatto assumere un mix di droghe che si è rivelato fatale per la ragazzina.
 

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