Scuole piegate dalla crisi: “Edifici a pezzi, 32 'somme urgenze' inevase”

Il dato ci è stato fornito da Paolo Masini, vicepresidente della Commissione Scuola. "Per la manutenzione ordinaria non ci sono fondi, il Campidoglio per il biennio 2011-2012 non ne ha stanziati"

Ben che vada piove dal soffitto o manca l'acqua in bagno, vedi alla materna Baccarini in pieno centro. Ma non mancano casi in cui crollano pilastri, gli edifici si evacuano d'urgenza, e gli alunni si stipano in aule di fortuna, vedi alla Sciascia nel quartiere di Villa Bonelli. Le scuole romane lamentano la crisi. Denunce e disservizi sono all'ordine del giorno, ma mancano i fondi per gli interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria.

I primi sarebbero in gran parte di competenza municipale, se non fosse che il piatto dei municipi non piange, singhiozza. Risultato? Non si interviene in tempi rapidi, le criticità diventano emergenze e fioccano le richieste di 'somme urgenze'. Con il termine si intendono fondi stanziati fuori bilancio per risolvere situazioni di pericolo. E qui toccherebbe al Comune che, neanche a dirlo, tra patto di stabilità e spending review naviga a vista.

“Per la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici (parliamo di nido, materna, elementare e media, ossia degli ordini gestiti dal Comune, ndr) servirebbero tra i 15 e i 18 milioni di euro l'anno” ci spiega Paolo Masini vicepresidente della Commissione Scuola . E invece “nel biennio 2011-12 il Campidoglio ne ha stanziati zero”. “Alemanno ha tolto dal bilancio 35 milioni, e il risultato è che non è rimasto niente”. Zero quelli forniti ai municipi e pochi quelli a disposizione del Dipartimento ai Lavori Pubblici.

“I fondi vengono assegnati ai municipi - ci spiegano dal Dipartimento -  considerato che la competenza è a loro attribuita, ad ogni modo a noi nel biennio 2011-2012 sono stati assegnati sul titolo I di bilancio fondi per interventi specifici: palestre scuola Di Donato – scuola Puccini (500 mila euro), manutenzione scolastica (200 mila) e scuola De Ruggero (700 mila)”.

Conferma i dati anche Sabrina Alfonsi, Responsabile Scuola del Pd e candidata a presidente del I Municipio prendendo ad esempio la situazione del suo territorio, particolarmente critica. “I palazzi in centro sono antichi e necessiterebbero di interventi costanti e programmati”. Quello che accade invece è che “si va avanti per urgenze” senza rendersi conto che “una manutenzione pianificata sarebbe semplicemente meno dispendiosa, oltre a garantire un maggior livello di sicurezza”. E in effetti le situazioni d'emergenza, o quasi tali, sono tante. Troppe. Citiamo qualche caso.

PISACANE - “Un edificio che non viene restaurato da 25 anni. I fondi per la ristrutturazione stanziati nel 2009 (un milione e mezzo di euro, ndr) sono stati bloccati dalla spending review e da allora non se n’è saputo più nulla". A parlare è un genitore della scuola elementare Pisacane, nel V municipio. Suo figlio, come tutti i bambini dell'istituto è costretto nel degrado da anni. Fili della corrente che penzolano dai muri, imposte arrugginite e infiltrazioni dalle pareti. Nessuno interviene e il silenzio regna sovrano. A pochi metri di distanza una situazione simile, forse peggiore.

BALZANI - La Commissione stabili pericolanti si è riunita il 18 marzo confermando la lesione di alcuni pilastri della scuola Romolo Balzani, a Torpignattara. L'istituto è stato evacuato la settimana prima in via precauzionale a seguito di un cedimento del terreno. I bambini sono stati trasferiti in altre strutture ma ancora non si sa niente sui tempi della messa in sicurezza. Esaperati i genitori hanno scritto al minisindaco Giammarco Palmieri (V Municipio) per avere notizie su tempistiche e valutazioni – definitive - dei danni.

SCIASCIA - Quadro simile ma con tempi di attesa decisamente più lunghi lo troviamo alla Sciascia, nel quartiere di Villa Bonelli. Da settembre, da quando un pilastro nel teatro dell'istituto è crollato e la Commissione Stabili Pericolanti l'ha dichiarato inagibile, i bambini sono stati dislocati in altre strutture scolastiche del quartiere. Con disagi annessi e connessi che hanno spinto i genitori a protestare fuori dal Campidiglio, con tanto di consegna di 7mila firme per chiedere un intervento il più repentino possibile.

Un problema strutturale quello all'edificio che necessiterebbe di 1 milione e 290 mila euro. I fondi sono stati già richiesti in somma urgenza, procedura di intervento prima deliberata dal consiglio municipale e poi inoltrata al Campidoglio, che è stata approvata dal Dipartimento Lavori Pubblici di Roma Capitale, a distanza di circa 15 giorni dall'atto del Municipio. Ora, come da procedura, si aspetta il sì della Regione.

CHIUSURE ETERNE - Poi ci sono i casi estremi: scuole chiuse da anni. Nella quarta l'istituto Parini attende la riapertura dal 2008. I lavori di ristrutturazione sono cominciati e mai conclusi, con gli alunni stipati in aule – troppo piccole – di un altro edificio. Il nido Sagittario di Ostia è chiuso da un decennio per problemi strutturali. I lavori di ristrutturazione sono andati avanti a fasi alterne senza concludersi mai. L'edificio è ristrutturato solo in parte ed è stato occupato lo scorso giugno da cittadini in emergenza abitativa. Recente l'annuncio del sindaco Alemanno di destinare parte dei fondi per l'Ara Pacis alla manutenzione dell'istituto.

Degrado, abbandono e progetti mai realizzati anche nella scuola Do.Re.Mi. Diverto di via Adolfo Cozza, sempre sul litorale. La struttura, distrutta da un grosso incendio l'11 settembre del 2012 (FOTO) avrebbe dovuto essere oggetto di un completo restauro. Che ancora è da effettuare. E intanto almeno 120 famiglie si trovano in seria difficoltà: il Do. Re Mi. Diverto è infatti l'unico nido nel centro di Ostia.

LE 'SOMME URGENZE' – I casi citati sono pochi per ovvi motivi ma il 2012, a quanto ci ha riferito il vicepresidente della Commissione Scuola Masini, “le richieste di somma urgenza inevase sono 32”. Interventi che devono essere licenziati dal consiglio comunale. “E' un anno che chiediamo un consiglio straordinario per approvare tutti gli interventi, ed è un anno che puntualmente non viene istituito. Veltroni aveva lasciato in bilancio 40 milioni di euro per la manutenzione scolastica. Nel primo anno (2008) da 40 milioni si è scesi a 8 per poi risalire nel biennio 2010-2012 a 11 e poi in picchiata a zero”.

Detto questo, quando l'amministrazione latita c'è chi prova a fare da sé. Sono diversi i casi in cui gli stessi genitori sono intervenuti per ripristinare un minimo di decoro nelle scuole dei loro figli. Alla Ernesto Chiovini nella Quarta se i piccoli scolari hanno un cortile decente lo devono a mamma e papà che, armati di pale e picconi, hanno ripristinato le vecchie staccionate ormai logore e non a norma. A Spinaceto – e anche nell'VIII Municipio non manca il degrado tra le mura scolastiche – i genitori degli alunni dell'asilo “Il Piccolo Mandarino”, un anno fa, comprarono addirittura un gazebo a loro spese da mettere in cortile, vista l'assenza di una tettoia e l'incuria del verde. Lo hanno acquistato e lo hanno montato. Anzi, ci hanno provato. Il giubilo è finito quando, stando a testimonianze, un tecnico del Municipio li avrebbe cacciati.

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