Decapitata all'Eur: villa di via Birmania sotto sequestro. Si aspetta l'autopsia

Si cercano tutti gli elementi utili a chiarire la vicenda. Due i grossi interrogativi: il movente che ha spinto Leonelli e la dinamica di quanto ha portato i poliziotti a sparare contro di lui

"Acquisire tutti gli elementi necessari per chiarire ogni elemento della vicenda". Gli uomini della squadra mobile, coordinati dalla Procura di Roma, stanno raccogliendo e provando a mettere insieme i pezzi dell'intricato puzzle di via Birmania. Tanti gli aspetti da chiarire.

VILLETTA SOTTO SEQUESTRO - Un primo passo è stato quello di mettere sotto sequestro la villetta di via Birmania. Verrà ispezionata nel dettaglio e saranno esaminate anche le telecamere di sorveglianza dell'abitazione. All'interno sono stati disposti degli esami balistici per verificare la traiettoria compiuta dai proiettili sparati contro il killer dagli agenti di polizia che sono accorsi sul posto e lo hanno ferito a morte.

MOVENTE - Il primo aspetto da chiarire è quello del movente che ha portato Leonelli ad agire. Al momento l'ipotesi più accreditata è un delitto d'impeto, scaturito da un rifiuto opposto dalla governante ucraina alle avances dell'informatico italiano. Tra i due, è stato appurato, non c'è mai stato nessun rapporto. Si trovavano da qualche giorno a condividere da soli il tetto di via Birmania, anche se la donna viveva in una sorta di depandance della villa. Da accertare, e in questo senso saranno decisive le testimonianze di parenti e amici, se il 35enne di via Pigafetta soffrisse davvero di problemi psichici.

GLI SPARI DEI POLIZIOTTI - Da capire anche la dinamica che ha portato i poliziotti a sparare a Leonelli. Al momento sconosciuto il numero di colpi esplosi. Uno sicuramente ha raggiunto al petto la vittima. Altri due avrebbero colpito il parabrezza della sua auto. Da quanto si è appreso gli agenti, una volta sfondata la porta dello scantinato, si sono trovati di fronte l'uomo armato di mannaia, vestito da 'guerrigliere' e soprattutto in evidente stato d'alterazione. Avrebbero quindi deciso di indietreggiare e far uscire Leonelli il quale ha tentato la fuga con l'auto. A quel punto gli spari, uno fatale, due finiti sul parabrezza. Questa una delle ricostruzioni. La Questura però non parla di tentativo di fuga e fa sapere che gli agenti sono stati "costretti ad esplodere colpi d’arma da fuoco nei confronti del predetto per difendersi dai fendenti a loro indirizzati".

L'AUTOPSIA E TESTIMONIANZA DEL PROPRIETARIO - In questo senso l'autopsia potrebbe rivelarsi decisiva. Capire il punto esatto in cui il proiettile ha colpito l'informatico potrebbe fornire risposte sull'esatta posizione del killer e sulla dinamica dei fatti. La procura inoltre si avvarrà degli accertamenti tecnici e della testimonianza del proprietario dell’abitazione, tornato nel frattempo nella Capitale.

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