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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

L'escalation di violenza per rientrare del maxi debito di droga da 350mila euro

Daniele Salvatori, 46 anni, è stato arrestato per aver taglieggiato un uomo e la sua famiglia utilizzando anche il metodo mafioso

Non aveva intenzione di fermarsi. L'obiettivo era quello di rientrare del debito. Daniele Salvatori, 46 anni e già in passato vicino a personaggi del calibro di Marco Esposito, detto 'Barboncino' e di Salvatore Sibio, detto 'Er Tartaruga, con la forza del suo carisma criminale per diverso tempo ha taglieggiato un uomo di 36 anni pur di rientrare di un maxi debito da 350.000 euro per una serie di partite di cocaina mai pagate.

Una partita di droga non pagata che aveva trasformato la vita della vittima e della sua famiglia un inferno. Minacce e intimidazioni continue, anche con le armi. Un incubo finito l'altra sera, quando i carabinieri hanno arrestato Daniele Salvatori, che vive a Cinecittà, ma che fa affari dentro e fuori Roma. Per gli inquirenti è gravemente indiziato di essere responsabile di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso.

Chi è Daniele Salvatori

Salvatori è un personaggio noto nel mondo criminale romano. Il suo nome viene citato anche nell'operazione Maverick che sgominò la banda di Salvatore Sibio, vecchia conoscenza della Banda della Maranella, il suo gruppo - organizzato su quattro livelli - si basava sullo stile dello storico clan Triassi, smantellato nel corso degli anni con le operazioni Anco Marzio e Nuova Alba e quindi rivali degli Spada. Salvatori è un "libero battitore", racconta chi indaga. Uno di quelli che ha il suo giro nella zona di Cinecittà, che collabora con molti. E quei 350 mila euro di droga, per lo più cocaina, non sarebbero infatti tutti di Salvatori ma anche di altri spacciatori di livello. 

Le indagini

Nel corso delle indagini è emerso come Salvatori, insieme ad altri complici, armi in mano ha minacciato di morte più volte la vittima e ha costretto anche la madre e il fratello del 36enne a dargli i 350mila euro. Il tutto per rientrare di un maxi debito per una partita di droga. Le somme di denaro estorte venivano date principalmente in contanti, ma anche sotto forma di bonifici a favore di amici di Salvatori. In sostanza, la vittima appena riusciva a mettere insieme qualche soldo doveva darlo al suo aguzzino.

Le altre ipotesi

"A conferma della pericolosità e della spregiudicatezza" di Salvatori, spiegano i carabinieri, c'è anche un precedente. Lo scorso tre ottobre il 46enne era stato tratto in arresto in flagranza di reato dai carabinieri di Cassino, poiché sorpreso vicino all'abitazioni delle vittime con un mano un'arma clandestina. Non solo. I carabinieri - che stanno continuando a indagare - non escludono che ci sia una connessione anche con un fatto di sangue, una gambizzazione avvenuta al Don Bosco lo scorso maggio

Mirko Giuliani, gambizzato il 27 maggio intorno alle 22 passeggiava da solo in via Chiovenda, è infatti cognato di Salvatori. I due fatti non sarebbero collegati ma "il giro di spaccio è quello", spiega chi ha indagato che però non vuole sbilanciarsi sul giro d'affari di Salvatori. Sul caso indaga la direzione distrettuale antimafia.

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