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Cronaca

Giandavide De Pau è andato in discoteca dopo i tre omicidi

De Pau nella notte successiva ai delitti a Prati in un locale notturno in via Boncompagni. Lì ha incontrato Jessica e la sua amica Mariam che lo hanno ospitato per qualche ora nella loro stanza nel b&b di via Milazzo

La fuga prima e poi la serata in discoteca in cerca di aiuto di altre escort. Dettagli non da poco che, secondo l'accusa, definirebbero Giandavide De Pau, il presunto killer di Yang Yun Xiu, di Li Yan Rong e di Marta Castano Torres, come pienamente consapevole tanto che il giudice per le indagini preliminari che ha convalidato il fermo, nell'ordinanza lo descrive come un uomo con "una personalità violenta e priva di freni inibitori".

In discoteca dopo gli omicidi

Cosa è successo dopo il triplice omicidio di Prati. De Pau viene ripreso dalle telecamere del quartiere l'ultima volta alle 11:39 di giovedì 17 novembre, mentre si allontana da via Durazzo dove è stato ritrovato il cadavere di Marta Castano Torres. Poi il buio, non ricostruito dagli inquirenti. Una escort lo incrocia alle 3:30 del mattino del 18 novembre, circa 15 ore dopo aver assassinato le tre donne a Prati e (forse) dopo aver girovagato per Roma. Non è escluso che stesse cercando un modo per fuggire.

Fatto sta che De Pau, a notte fonda, si è recato in una famose discoteca in via Boncompagni, magari per trovare qualcuno che potesse aiutarlo. Qui ha trovato una ragazza cubana di 25 anni, Jessica. I due già si conoscevano e secondo gli accertamenti della polizia, le 25enne farebbe la escort. Alle 2.30 entra in discoteca, vestito com'era al mattino.

Tre donne uccise in un'ora. Il podcast del caso del killer delle escort

"Ho ucciso tante persone"

Il 51enne è, secondo la testimonianza di Jessica, "in evidente stato di alterazione da droghe". Con lei c'è anche una sua amica Mariam. De Pau le dice di chiamarsi Eudo Giovanoli: "Sono uno molto cattivo, ho ucciso tante persone". E poi ancora: "Ho bisogno di un posto dove andare a dormire" perché lui "non poteva andare in un albergo e mostrare i documenti".

Le donne acconsentono e vanno nel B&B di via Milazzo. Verso le ore 4:30, stando a quanto emerso, avrebbe chiesto a Mariam di andare a casa della sorella in zona Tiburtina per farsi dare la sua carta di credito. La giovane cubana ci va in un taxi ma la madre e la sorella non l'aiutano. 

"Mi ha chiamato parlando di sangue e donne uccise" 

Jessica così lo porta alla stazione Termini, dove - racconta la ragazza cubana - rimane fino alle 5:50 quando prende un taxi per andare via. In quelle due ore circa di permanenza nel B&B, De Pau si è fatto anche prestare un cellulare per parlare con la sorella Francesca. 

Altro tassello importante, secondo l'accusa, è proprio la testimonianza di Francesca De Pau. La donna, dopo aver sentito il fratello al telefono, ha chiamato i carabinieri: "L'ho sentito questa notte e parlava di donne uccise, di sangue, di coltelli e di cose varie", si legge nella trascrizione dell'ordinanza del gip Mattioli. "Dice c'era sangue". Ricevuta la chiamata i carabinieri hanno allertato la polizia, che già indagava, e così si è proceduto al fermo del 51enne nell'appartamento di famiglia, in zona Ottavia.

Auto trovata il giorno dopo

Nella ricostruzione viene risolto un altro mistero. L'auto di De Pau il giorno dopo gli omicidi è stata "coinvolta in un incidente stradale in via dell'Acqua Vergine, tra via Prenestina e via Collatina, ed è stata recuperata da un carroattrezzi e trasportata presso un deposito giudiziaria".

L'orario dell'incidente non è stato ancora stabilito. L'auto aveva "ancora le chiavi inserite nel quadro e, all'interno tra gli oggetti è stato trovato un coltello da cucina sottoposto a sequestro insieme ad altro materiale". Secondo gli inquirenti il coltello trovato non sarebbe quello utilizzato per uccidere le tre donne. 

Il Gip: "De Pau pienamente consapevole"

In sostanza, secondo il gip, il presunto killer delle 3 donne uccise nel quartiere Prati a Roma, Giandavide De Pau sarebbe stato pienamente consapevole. Anche se l'arma non è stata ancora rinvenuta: "Contrariamente a quanto sostenuto circa il suo stato di confusione e di non ricordare nulla", tutti gli elementi raccolti "fanno presumere che fosse pienamente consapevole dei gravissimi fatti da lui commessi ai danni delle tre donne", ha spiegato il giudice. De Pau resta in carcere. La difesa potrebbe tentare la carta dell'infermità mentale: "il profilo psichiatrico di De Pau va esaminato", dice l'avvocato Alessandro De Federicis.  

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