Cronaca

Caso Davide Cervia, la moglie non si rassegna: in programma sit in al tribunale

La manifestazione a Velletri. La moglie Marisa Gentile a RomaToday: "Ci aspettiamo che almeno venga fatta luce sull'esplosione di un anno fa"

Davide Cervia, foto da Chi l'ha visto?

A 23 anni dalla scomparsa di Davide Cervia, l'esperto di armi elettroniche della Marina residente a Velletri scomparso nel 1990 e ad un anno dall'esplosione che ha investito la casa dei suoi familiari si terrà giovedì 12 settembre un sit-in davanti al Tribunale del comune dei Castelli Romani. L'iniziativa è promossa dai familiari di Cervia e dal "Comitato per la verità su Davide Cervia". In particolare, i familiari sollecitano la Procura a fare luce sull'esplosione avvenuta il 16 ottobre dello scorso anno nella loro abitazione.

Esplosione che i familiari ritengono non legata ad una fuga di gas, ma ad un atto intimidatorio attuato pochi giorni prima dell'inizio della causa civile intentata contro i ministeri della Marina e della Giustizia in relazione alla scomparsa di Davide.

L’uomo, è stato rapito dalla sua abitazione a settembre del 1990. Inizialmente gli investigatori pensarono a un allontanamento volontario. Versione che non fu mai accettata: la convinzione della famiglia è quella di un rapimento, connesso alle sue conoscenze tecniche e militari alla vigilia della Guerra del Golfo che scoppiò poco dopo la sua scomparsa. Marisa Gentile, la moglie del tecnico, spiega il perché della manifestazione.

Cosa è accaduto un anno fa?
"Abbiamo subito un atto intimidatorio, perché di questo si tratta. I tecnici, venuti sul posto, hanno parlato di fuga di gas. Ma noi sappiamo che non è vero. E’ stata aperta un’indagine ma da un anno siamo in attesa di capire cosa sia accaduto"
Cioè?
"Il magistrato che ha aperto le indagini di fatto ha lasciato il caso “sospeso, noi vogliamo andare avanti ma legalmente non possiamo in queste condizioni. Quindi anche per questo abbiamo deciso di protestare sotto il tribunale"
Cosa vi aspettate?
"Dopo quello che abbiamo vissuto dal rapimento di mio marito e da come hanno condotto le indagini, ormai più niente. Ma almeno ci aspettiamo che venga fatta luce su cosa ha provocato l’esplosione in casa nostra un anno fa. La paura è che eventuali tracce vengano cancellate per le piogge che arriveranno. Per questo abbiamo deciso insieme al “ Comitato per la verità su Davide Cervia” di incontrarci domani sotto il tribunale”.
E per il futuro?
“Noi non smettiamo di combattere perché la verità sulla scomparsa di mio marito. Domani mattina sarà decisiva per capire come proseguire. Mia figlia Erika pochi giorni fa era andata in tribunale per avere aggiornamenti sull’inchiesta e non è stata neanche ricevuta. Noi lottiamo anche contro questo silenzio che ha coinvolto ogni vicenda della nostra famiglia”.

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