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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Ciampino

Rogo Ciampino: non solo la diossina, valori benzopirene 94 volte oltre limiti

La sindaca di Ciampino Emanuela Colella ha relazionato sulle attività svolte nel corso delle prime 72 ore dallo scoppio dell'incendio in via Enzo Ferrari

Continuano le analisi sulla qualità dell'aria dopo il rogo di Ciampino scoppiato nella mattinata del 29 luglio e che ha coinvolto l'impianto di stoccaggio e recupero di rifiuti non pericolosi di proprietà di Ecologica 2000, alle porte di Roma, al confine con le frazioni di Cava dei Selci e Santa Maria delle Mole. 

I dati rivelano che nell'aria non c'è solamente diossina, come emerso dai risultati pubblicati il 31 luglio, ma c'è anche il benzopirene, una sostanza cancerogena. Il benzopirene, infatti, è presente ad alti livelli. Secondo gli ultimi risultati  condotti da Arpa Lazio, il valore è pari a 94 ng/m3, quando il valore soglia è 1. Confermata anche l'alta presenza di diossina, 37 pg/m3 (contro una soglia suggerita dall'Oms di 0,1-0,3 pg/m3).

Dati che emergono proprio nell'area a ridosso dell'incendio. Le cose cambiano già a circa 600 metri dal luogo dell'incendio, dove Arpa ha posizionato un altro campionatore ad alto volume per verificare l'eventuale presenza in aria di sostanze inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici, PCB e diossine. Lì il valore delle diossine scende a 3,3 pg/m3, e quello del benzopirene a 0,3 ng/m3. 

145° episodio simile negli ultimi 10 anni

Secondo i dati pubblicati dell'ultima edizione del rapporto ecomafia 2023 di Legambiente, il rogo di Ciampino è il 145° episodio simile negli ultimi 10 anni nel Lazio, quarta peggior regione per numero di roghi in impianti di trattamento dei rifiuti. A sottolinearlo è il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi: "Siamo di fronte all'ennesimo disastro nel ciclo dei rifiuti, con diossine alle stelle e giornate intere di esposizione per la cittadinanza di un intero quadrante. L'allarme adesso rientrerà, la nube si dirada e le diossine torneranno nei valori consentiti ma ormai il danno è fatto: la loro dispersione, la ricaduta e l'impatto sulla salute delle persone lo vedremo in futuro e come al solito sarà pesantissimo; presentiamo denuncia alla procura della Repubblica, per chiedere di indagare le cause e procedere contro eventuali responsabilità''.

Legambiente, grazie all'impegno dell'avvocato Diego Aravini presidente del centro di azione giuridica dell'associazione sta infatti presentando denuncia presso la procura della Repubblica di Velletri. "Quello che è chiaro poi - ha aggiunto Scacchi - è che il numero di eventi simili in impianti di trattamento è enorme e i motivi sono sempre gli stessi: riempimento ben oltre il consentito, impianti antincendio non funzionanti o non adeguati anche di fronte all'eccessivo quantitativo di rifiuti presenti, negligenze nella cura dei materiali stessi".

"A Roma gestione dei rifiuti è un disastro"

Un gran numero di episodi simili e per buona parte avvenuti intorno al territorio della Capitale, anche perché, qui, "la gestione dei rifiuti continua a essere un totale disastro", è il pensiero di Sacchi che ha poi concluso: "Di impianti per il trattamento delle frazioni e aumento della raccolta differenziata a Roma non si vede neanche l'ombra, i materiali continuano a saturare i territori circostanti in discariche e capannoni e invece di trasformare i rifiuti in risorsa ambientale ed economica, nella Capitale si continua a pagare una delle tariffe più alte d'Italia mentre le distese dei rifiuti non raccolti invadono le strade, i parchi il territorio circostante e l'immagine stessa della città. E guarda caso dove un ciclo corretto non c'è, le ecomafie trovano praterie dove agire indisturbate con smaltimento illecito, discariche abusive, abbandono e roghi''.

La città metropolitana di Roma, sempre secondo il rapporto ecomafie di Legambiente, è per il secondo anno consecutivo in testa alla classifica per numero di ecoreati nel ciclo illegale dei rifiuti, con 1.315 reati, 1.952 illeciti amministrativi e 4.848 sanzioni amministrative solo nel 2022.

La commissione speciale a Ciampino

Nel frattempo nel parlamentino del comune di Ciampino si è svolta la commissione consiliare tecnico urbanistica in seduta pubblica e ha visto la partecipazione di numerosi cittadini. La sindaca Emanuela Colella ha relazionato sulle attività svolte nel corso delle prime 72 ore dallo scoppio dell'incendio. 

Il comune ha fatto richiesta di maggiori mezzi al ministero dell'Interno e al dipartimento di protezione civile in supporto alle operazioni dei vigili del fuoco e per i prossimi giorni, come da protocollo Asl, arriveranno ulteriori indicazioni che riguardano il lavaggio delle superfici, in base alle quali è stata già preallertata la società municipalizzata per organizzare le attività di lavaggio strade visto che la diossina si deposita dopo alcuni giorni.

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