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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Daniele Potenzoni, il mistero del 36enne scomparso a Termini 5 anni fa. Il papà: "Lo cercherò finché avrò vita. Aiutateci"

L'appello della famiglia a cinque anni dalla scomparsa. Disabile, affetto da autismo, era in gita a Roma con altri ragazzi per l'udienza del Papa

"Lo Stato deve spiegarmi cosa non ha funzionato, e finché avrò vita mi batterò". Non c'è traccia di rassegnazione nella voce ferma e pacata di Francesco Potenzoni. Di Pantigliate, comune lombardo in provincia di Milano, è il papà di Daniele, disabile affetto da autismo scomparso a Roma il 10 giugno del 2015. Cinque anni di agonia alla disperata del figlio, sparito nel nulla alla stazione Termini dopo aver preso la metro, nella ressa di un giorno qualunque, mai più trovato. 

"Con il coronavirus posso venire molto meno a Roma purtroppo, ma appena finirò ricomincerò la mia lotta. Continueremo ad affiggere manifesti e cercare Daniele". Cinque anni di avvistamenti e segnalazioni purtroppo senza esito. Foto, video, lettere anonime arrivate alla famiglia tramite i media. E la scorsa estate una ricompensa di 20mila euro offerta a chi avesse trovato il ragazzo. Nessuno si è fatto avanti. L'ultima segnalazione risale a poco più di un anno fa. Un video lo avrebbe ritratto in un bar di Trastevere. 

"Eravamo quasi certi che fosse lui, si vede in viso e la camminata è la sua. Ma nessuno ha indagato nonostante le nostre denunce" racconta a RomaToday papà Francesco. Ancora prima la famiglia era finita in un convento di suore di clausura in via Vitellia. "A Chi l'ha visto è arrivata una lettera che diceva che si era fermato lì. Ho parlato con una sorella, appena ha visto la foto ha pronunciato il nome, ha detto 'questo è Daniele', dicendo di avergli dato un panino". Senza fermarlo però, forse non sapeva che la famiglia lo cerca dal 2015.  

In gita a Roma per l'udienza del Papa del mercoledì con altri 14 ragazzi disabili e tre educatori del Cfp di Borgo Lombardo Daniele, allora 36enne, è salito in metro a Termini sbagliando vettura. Il resto del gruppo è rimasto a terra. La porta si è chiusa alle sue spalle e di lui si è persa ogni traccia. Sono partite le ricerche delle forze dell'ordine e gli avvistamenti dei cittadini. La foto su un tram, la testimonianza di una donna in via Giolitti, la segnalazione ad Anagnina, poi a Ponte Mammolo. Tutto smentito dalle indagini iniziali.

E poi gli appelli al Papa, il messaggio di vicinanza di Francesco Totti rilanciato su tv e giornali. I maxi manifesti appesi in città con l'aiuto del Comune di Roma. Il volto di Daniele come potrebbe essere oggi, disegnato da esperti del settore che hanno lavorato a fianco di criminologi. Niente di tutto questo, per ora, è servito. Uno degli accompagnatori del gruppo finito a processo per abbandono di incapace è stato assolto. Il giudice non ha riconosciuto il dolo. Ma per la famiglia ci sono responsabilità. Se non in chi lo ha "perso", certamente in chi era chiamato a ritrovarlo. 

"Le ricerche non sono state fatte come si deve. Nessuno ha sequestrato le telecamere a Termini, per dire, sarebbe stato fondamentale. E nessuno ci ha mai spiegato il perché". L'ultima volta che Francesco Potenzoni ha avuto un contatto con le istituzioni risale a un anno fa. "Mi hanno detto che il caso di mio figlio era tra i primi attenzionati. Ma cosa dovevano dirmi, la verità è che non hanno fatto abbastanza. Sono 60mila gli scomparsi possibile che non ci sia un corpo speciale dedicato? Abbiamo diritto di sapere che fine ha fatto mio figlio. Non può essere sparito nel nulla". Il 12 dicembre si è celebrata la Giornata in memoria delle persone scomparse. "Continueremo a batterci, ho ancora tanti manifesti da attaccare e tanti appelli da lanciare". L'importante è parlarne, continua a ripetere il signor Francesco, non bisogna smettere di ricordare la storia di Daniele né perdere la speranza. Perché "un giorno la segnalazione di un cittadino potrà essere quella giusta". 

Rilanciamo così l'appello della famiglia. Chiunque veda l'uomo ritratto nella foto in alto o chiunque ne abbia notizia, può chiamare il 112 o il papà al numero 3288665808.

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