Daniele De Santis: "Non ho sparato io", ma il Gip convalida il fermo

A riferire le parole i legali di Gastone: "Non è stato in grado di sostenere l'interrogatorio". Intanto Alfano in audizione alla camera ricostruisce quanto accaduto all'Olimpico

Daniele De Santis, foto dal suo profilo facebook ora cancellato

Daniele De Santis, il tifoso della Roma accusato di aver sparato a tre ultras napoletani, resta in carcere. Il Gip Giacomo Erbert infatti non ha creduto alla sua versione dei fatti e ne ha convalidato il fermo. Con lui resta a Regina Coeli Alfonso Esposito, tifoso napoletano accusato di rissa. Per 'Gastone' invece l'accusa è tentato omicidio porto abusivo di armi e rissa. Durante l'interrogatorio De Santis aveva detto al gip: "Non ho sparato io ma non sono nelle condizioni di poter ricordare cosa è accaduto".  

I due avvocati di De Santis, dopo l'interrogatorio del gip Giacomo Herbert a Regina Coeli, hanno dichiarato: "Date le complicate condizioni psico-fisiche, De Santis non ha potuto sostenere un vero interrogatorio, limitandosi a spiegare di non essere stato lui a sparare contro i tifosi napoletani. Il nostro assistito è sedato, in stato di choc, ha subito lesioni gravi. Sarà sentito nei prossimi giorni".

LE INDISCREZIONI - Le indagini proseguono tra indiscrezioni e smentite della Questura. Oggi, Il Mattino e Il Messaggero hanno pubblicato la notizia che a sparare sarebbe stata una seconda pistola. I due giornali citano un testimone che avrebbe riferito di aver visto "un altro uomo che sparava", precisando che "aveva il casco". Ipotesi però smentita dal questore di Roma, Maria Mazza, secondo cui "è stata ritrovata una sola pistola e a quanto ci risulta è l'unica arma con cui sono stati esplosi i colpi".

Oggi la circostanza delle due pistole è stata ribadita anche dallo zio di Ciro Esposito che ha raccontato la propria verità dei fatti. (LEGGI)

Il Corriere della Sera ha invece pubblicato i dettagli dell'informativa della Questura di Roma per la Procura, nella quale un testimone racconta di aver visto "altri tre soggetti indossanti caschi tipo jet" dare man forte a Daniele De Santis nel inseguire i tifosi napoletano. Ad aver sparato, sempre secondo il testimone, sarebbe stato però l'ultrà romanista. Sempre secondo il Corriere della Sera, sul luogo in cui è stato soccorso De Santis, dopo essere stato aggredito dai tifosi napoletani, sarebbero stati trovati quattro bossoli e un proiettile inesploso.

ALFANO - Non ha chiarito la dinamica neanche l'audizione di oggi alla Camera da parte del ministro degli Interni Angelino Alfano che ha detto che bisogna chiarire se De Santis ha agito o meno da solo: "Un testimone che ha segnalato la presenza di tre persone che indossavano caschi da motociclista ha escluso la loro partecipazione all'azione violenta, tuttavia gli approfondimenti che si stanno svolgendo chiariranno effettivamente se il De Santis abbia agito da solo o in concorso di altri". Poi la ricostruzione: Daniele De Santis "ha lanciato contro il bus che trasportava i tifosi del Napoli un fumogeno - ha spiegato Alfano - inveendo ad alta voce contro gli occupanti e colpendo il veicolo con calci e pugni: a quel punto numerosi tifosi napoletani presenti sulla scena si indirizzavano minacciosi verso il De Santis che tentava la fuga ripiegando verso una stradina laterale in cui veniva raggiunto e nei cui paraggi si trova il circolo ricreativo presso il quale lavora. E' stato dichiarato da uno dei testimoni che il De Santis nel darsi alla fuga sia caduto a terra rischiando di essere cosi' raggiunto dagli inseguitori: temendo il peggio avrebbe sparato alcuni colpi di pistola verso quelli che lo rincorrevano".

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"Il De Santis - ha concluso il ministro - al termine del suo tentativo di fuga veniva raggiunto dai tifosi napoletani che lo percuotevano violentemente procurandogli diverse fratture e solo il sopraggiungere delle forze dell'ordine ha impedito che l'uomo potesse riportare conseguenze ancora più gravi".

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