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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

La banda di 'Bestione' e la stanza delle torture: chiesti 140 anni di carcere

Massimo Carminati del gruppo di La Rustica diceva che fossero "brutti forti". La condanna più alta è stata richiesta per Daniele Carlomosti

Centoquaranta anni di carcere. È questa la richiesta della procura di Roma, in rito abbreviato, per la banda di Daniele Carlomosti, romano di 44 anni. Grosso, mastodontico tanto che lo chiamano 'Bestione' o 'Gigante'. 'Bestione' è sempre stato considerato un uomo senza scrupoli tanto da provare a uccidere il fratello in un faida familiare per il predominio dello spaccio a La Rustica che lo ha visto vincitore.

La procura per lui ha chiesto la condanna a 20 anni. Daniele Carlomosti, secondo le indagini, è ritenuto a capo dell'organizzazione criminale di La Rustica, che spacciava, faceva estorsioni e torturava chi non pagava.

La stanza delle torture 

Tra i reati contestati a Carlomosti, appunto, c'è anche quello di tortura: il 'Bestione' Carlomosti aveva allestito una vera e propria 'camera delle torture', ''con teli di plastica'', dove fu portato un uomo che aveva un debito per una fornitura di droga non pagata. Come si legge nel capo di imputazione, l'uomo era stato privato della sua libertà personale, legato, spogliato e costretto a stendersi sui teli ''impedendogli di allontanarsi e sottoposto a gravi minacce di morte e gravi violenze fisiche per circa 6 ore, durante le quali era stato picchiato alla testa e in più parti del corpo, privato della possibilità anche di bere''.

Vittima delle sue torture il 'Fagiolo'. Alle 12:24 dell'undici dicembre 2018, l'incubo ha inizio. Lì, in quella casa, secondo il racconto degli inquirenti 'Fagiolo' viene "torturato, privato di chiavi di casa, spogliato, umiliato e ripreso con video e foto" da 'Bestione'.

Roma capitale dei sequestri di persona: rapiti e torturati per vendicare gli sgarri legati alla droga

Le sue condizioni, secondo l'atto d'accusa, ''venivano poi mostrate ai suoi familiari e amici. In un altro episodio di estorsione contestato a Carlomosti e al suo braccio destro, il capo dell'organizzazione, per riavere soldi che aveva prestato, diceva al telefono: ''ti scarico un nove in bocca, sgozzo tua madre…butto tua madre dalla finestra''. 

Quelli "brutti forti"

A smantellare l'organizzazione della Rustica, quartiere della periferia est della Capitale, nel maggio dello scorso anno, furono i carabinieri del comando provinciale di Roma. Le indagini, coordinate dalla Dda capitolina, partirono da una gambizzazione avvenuta nel novembre 2017 e dai dissidi interni e culminati con il tentato omicidio di Simone Carlomosti: in quell'occasione Daniele gli sparò più colpi di pistola dal balcone di casa.

Del gruppo della Rustica ne parlava anche Massimo Carminati, come emerso in un'ordinanza cautelare sull'inchiesta 'Mafia Capitale': parlando dell'organizzazione capeggiata da Carlomosti, l'ex Nar diceva 'quelli so' brutti forti compà''.

Le altre richieste di condanna

Oltre 'Bestione' anche altri sodali sono finiti al centro dell'indagine che a maggio 2022 ha portato ad una serie di arresti. Il pm della Dda Edoardo De Santis, al termine della requisitoria, ha chiesto una condanna a 16 anni anche per il braccio destro di Carlomosti, Fabio Pallagrosi e 10 anni e 8 mesi per Armando De Propris, padre di Marcello, condannato a
25 anni per l'omicidio di Luca Sacchi.

Le accuse vanno, a vario titolo, dall'associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni. In totale per tredici imputati che hanno optato per il rito abbreviato sono state sollecitate condanne per oltre 140 anni. La sentenza del gup di Roma è attesa per il 14 luglio.

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