Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca Borgo / Via della Conciliazione

Imprenditore protesta sulla cupola di San Pietro

E' ancora sulla cupola della basilica di San Pietro l'imprenditore triestino che da ieri protesta contro la "macelleria sociale"

Basilia di San Pietro - Infophoto

Un uomo ieri pomeriggio si è arrampicato sulla cupola di San Pietro e ci ha passato la notte. È la seconda volta in due mesi che Marcello Di Finizio, questo il suo nome, compie lo stesso gesto.  Già la scorsa estate, il 30 luglio, si era arrampicato sul Cupolone, per protestare, come ora, contro la direttiva Bolkestein. Di Finizio era rimasto per oltre quattro ore sulla Cupola della basilica, scendendo soltanto verso le 22.


Marcello Di Finizio, che dalle 17 di ieri sta inscenando la sua protesta sul tempio della cristianità, dopo essersi calato fino a una sporgenza sopra una delle finestre del Cupolone ha esposto uno striscione dalla scritta: "Help!!! Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali. Ci state ammazzando tutti. Sviluppo??? Questa è solo macelleria sociale".

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Nel pomeriggio è stata intentata una trattativa dalla Gendarmeria Vaticana. Di Finizio si è asserragliato su una finestra della cupola di San Pietro e i gendarmi hanno tentato di convincerlo a scendere. La notizia è stata diffusa all'Ansa dall direttore della Sala Stampa vaticana, Padre Federico Lombardi. Della vicenda è stato informato anche il governo italiano.

Marcello Di Finizio è titolare di un noto locale del lungomare di Trieste, "La Voce della Luna" e non è nuovo a manifestazioni di protesta clamorose. La Voce della Luna fu distrutto da un incendio alcuni anni fa e Di Finizio per ottenere il risarcimento dei danni inscenò proteste di piazza e scioperi della fame. Riaperto il locale, dopo varie traversie, ora teme che, con la messa all'asta della zona dove si trova il bar-ristorante in base alla direttiva europea Bolkenstein, l'eventuale nuovo proprietario possa chiederne la chiusura. Il 26 marzo scorso Di Finizio si issò sullo storico pontone-gru "Ursus", nel Porto Vecchio di Trieste, scendendone tre giorni dopo, al termine di una trattativa con i carabinieri e ottenendo dal Prefetto, Alessandro Giacchetti, di interessare della sua questione il ministro degli Affari Europei Moavero Milanesi.

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