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Cronaca

Caso Cucchi, indagato un carabiniere per falsa testimonianza: "Primo passo verso la verità"

L'accusa è falsa testimonianza. L'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo: "Verranno fuori altre situazioni e novità molto più importanti che cambieranno la storia che è stata scritta finora"

Nuovo filone di inchiesta nel caso Cucchi. Per la prima volta vengono coinvolti anche i Carabinieri, e spuntano elementi importanti sulla morte del giovane che potrebbero segnare un punto di svolta per il caso. La Procura indaga sul maresciallo vice comandante della stazione di Tor Sapienza, luogo dove Stefano Cucchi, il geometro romano di 31 anni morto il 22 Ottobre 2009 dopo una settimana di detenzione in carcere, fu portato la notte dell'arresto per droga. L'accusa è falsa testimonianza. La sua deposizione sulle perquisizioni domiciliari nei confronti del giovane e sulle ragioni del mancato fotosegnalamento del ragazzo sarebbe parse in contraddizione con i fatti accertati. 

Ma c'è di più. Secondo quanto dichiarato dal legale della famiglia, Fabio Anselmo "verranno fuori altre situazioni e novità molto più importanti che cambieranno la storia che è stata scritta finora". "Posso dire - ha aggiunto l'avvocato - che ci sono nuovi testimoni importanti, alcuni dei quali li abbiamo trovati noi. Non posso dire nello specifico che cosa andranno a raccontare, quello che posso dire è che Stefano Cucchi è morto perché è stato pestato. E siamo in grado di dimostrare anche il fumo che è stato fatto nel processo e che non ha permesso di arrivare alla verità. Adesso questo fumo si sta diradando" ha concluso il penalista. 

La possibile svolta arriva a quasi un anno dalla sentenza d'appello che ha assolto tutti gli imputati. Un giudizio ribaltato rispetto a quanto deciso dalla III Corte d'Assise di Roma nel giugno 2013, quando i medici del Sandro Pertini, dove Cucchi venne ricoverato, furono condannati per omicidio colposo. Al primario del reparto protetto per i detenuti, Aldo Fierro, vennero inflitti due anni di reclusione, ai medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo un anno e 4 mesi ciascuno (un ulteriore medico, Rosita Caponetti, era stata condannata a otto mesi per il reato di falso ideologico). Assolti gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe, nonché gli agenti della polizia penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici. Una sentenza già blanda per i familiari di Cucchi, che contro giudizio d'appello, avevano depositato ricorso in Cassazione.

E oggi Ilaria Cucchi commenta ai microfoni del Gr1 l'inchiesta bis della procura di Roma: "In questi anni non ci siamo mai fermati, né io né il mio avvocato. Incontreremo lunedì il procuratore capo. Questa è la prima delle novità che ci saranno sul caso della morte di mio fratello. Io l'avevo detto: non era finita".  


 

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