Esplosione Acilia, bombole illegali e abusi tra le possibili cause del crollo

Dopo nove ore di ricerche i Vigili del Fuoco hanno recuperato i cadaveri di Debora Catinari e della figlia Aurora rimaste sepolte sotto le macerie della palazzina

Foto Ansa

Bombole del gas non autorizzate, allacci abusivi, costruzioni non a norma e il materiale di uno studio dentistico. Sono questi gli elementi su cui si stanno incentrando le indagini della Procura di Roma sul crollo della palazzina di Acilia in cui sono morte Debora Catinari e la figlia Aurora, dopo l'esplosione del 28 dicembre in via Giacomo della Marca. 

LE IPOTESI - Ieri, nell'area ormai posta sotto sequestro, sotto le macerie è stata trovata dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri di Ostia una bombola del gas piena. Si tratta di una di quelle a uso domestico, probabilmente utilizzata dalla famiglia dello Sri-Lanka che abitava al piano superiore delle due vittime. 

L'ipotesi privilegiata dagli inquirenti al momento è che ci sia stata un'esplosione provocata da una fuga di gas. Poi una seconda, immediata, dallo studio dentistico, forse dovuta da una bombola di ossigeno. Quindi il cedimento dei solai della palazzina dove vivevano Debora e Aurora.

> VIDEO: LE RICERCHE DEI VIGILI DEL FUOCO <

L'inferno sarebbe scoppiato quando la cognata 68enne della vittima, ricoverata in codice rosso al policlinico Gemelli, ha acceso la luce nell'appartamento al secondo piano, quello di fronte l'abitazione dei cingalesi. Poi i due "botti" in rapida successione. Possibile, quindi, che l'ambiente fosse già saturo di gas. Questa la ricostruzione più probabile.

LE INDAGINI - Nel frattempo si procede contro ignoti e il pm Mario Palazzi ha disposto una consulenza tecnica sulle cause dell'esplosione, per vederci chiaro. La Polizia Locale del X Gruppo ha fornito agli inquirenti anche le planimetrie dell'edificio per analizzare la disposizione degli appartamenti anche per constatare la presenza di presunti abusi edilizi.  

L'azienda Italgas ha reso noto, invece, che la propria rete è risultata integra. La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per disastro e omicidio colposo e già alcuni testimoni sono stati ascoltati, tra questi anche i membri della famiglia dello Sri-Lanka. I cingalesi, dal canto loro, si difendono assicurando di aver sempre usato le dovute cautele. 

I TESTIMONI - Non è dello stesso avviso Liliana, una vicina di casa dei Catinari, moldava, che hai microfoni di Sky ha dichiarato: "Ho visto più volte i cingalesi portare in casa le bombole, più volte. Gli ho detto di stare attenti", dice in lacrime. Scossa anche un'altra residente in zona, la signora Sandra: "Tremava tutto, sembrava il terremoto - le sue parole a RomaToday -. Avevo una casa ad Amatrice ed ho rivissuto quegli attimi di paura e sconforto".  

>>> VIDEO: LE VOCI DEI TESTIMONI <<<

NESSUNA PISTA ESCLUSA - "Tutte le ipotesi sono al vaglio", ribadisce il capitano Paolo Del Giacomo, comandante della Stazione dei Carabinieri di Ostia. Neanche quella di qualche tubatura che potrebbe avere ceduto, magari per colpa di un crollo del terreno. Questa seconda idea gira soprattutto tra i residenti di San Francesco che hanno visto, in poche settimane e a distanza di poche centinaia di metri dalla strada della palazzina crollata, anche una via transennata per cedimenti dell'asfalto, ma che appare quella meno probabile al momento.

COMUNE PAGA I FUNERALI - A pagare i funerali delle due vittime sarà il Comune di Roma. Lo ha deciso la sindaca di Roma Virginia Raggi. Il Comune già si era mosso, fin dalle prime ore, fornendo assistenza con gli agenti della Polizia Locale. Già da ieri sera, in collaborazione con la Protezione Civile di Roma Capitale, tre persone sono state subito assistite e collocate presso il 'Residence Parco Salario'. Oggi ci saranno le autopsie di Debora e Aurora.

RACCOLTA FONDI - Il quartiere, distrutto dal dolore, piange. Tutti conoscevano la maestra Debora di 47 anni e la piccola figlia di 8 anni. Gli abitanti della zona, per supportare la famiglia, hanno deciso di organizzare una raccolta fondi spontanea per "pagare il funerale e dare beni di prima necessità a Massimiliano, Lorenzo e agli zii".

I punti di raccolta ufficiali sono la tabaccheria Rizzi e il bar Sansone in via Andrea da Garessio, il bar Venanzetti in via Sebastiano de Ursis, il bar Bianco e Nero in via Giovanni Armandi, il bar Buondì Caffè in via di Dragone, Natualdia in vicolo di Dragone e il bar Samuel ad Ostia, via delle Azzorre. Una iniziativa spontanea di amici e parenti che chiedono di sapere la verità.

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