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Venerdì, 19 Aprile 2024
Femminicidio

Costantino Bonaiuti, chi è l'uomo accusato dell'omicidio di Martina Scialdone

La passione per le armi, la diagnosi di cancro, la carriera come ingegnere nell'Enav: l'identikit dell'uomo che ha ucciso la giovane avvocatessa romana

L’avrebbe uccisa con un colpo al petto sparato da distanza ravvicinata, nelle mani una pistola calibro 22, la stessa con cui si allenava al poligono di Tor di Quinto. A poco più di 24 ore dall'omicidio di Martina Scialdone, avvocata 34enne, per gli inquirenti sembra ormai certo che a sparare sia stato Costantino Bonaiuti, ingegnere dell’Enav di 61 anni, che venerdì sera quell'arma l'ha portata con sé per incontrare la giovane professionista che aveva da poco chiuso la loro relazione. E quando lei gli ha confermato che non aveva alcuna intenzione di riallacciarla l'uomo le ha sparato, in strada, a poche metri dall’ingresso di un affollato ristorante in zona Furio Camillo.

Chi è Costantino Bonaiuti 

Bonaiuti è in custodia della polizia ormai dalla nottata di sabato. Poco dopo avere ucciso Scialdone, avvocata specializzata in diritto di famiglia, è stato individuato dai poliziotti della questura di Roma nel suo appartamento di via Monte Grimano, in zona Colle Salario. L’ipotesi di reato non è ancora stata formalizzata, ma il fatto che avesse con sé la pistola lascia intuire che dietro l’omicidio della giovane professionista ci fosse della premeditazione. 

A casa sua, la stessa che condivide con l’ex moglie, gli investigatori della squadra mobile hanno trovato altre quattro pistole, tutte regolarmente detenute: il 61enne era appassionato di armi e le utilizzava regolamento al poligono, lo stesso da cui Claudio Campiti ha sottratto la pistola che ha usato a dicembre per uccidere quattro persone durante un’assemblea di condominio. All’arrivo dei poliziotti non ha opposto resistenza. Ha consegnato l’arma e si è fatto condurre in questura.

Bonaiuti, membro del consiglio direttivo del sindacato AssiVolo Quadri, aveva ricevuto una diagnosi di cancro. I residenti del comprensorio in cui abita riferiscono di un uomo via via più cupo e schivo con il passare del tempo, e anche che le visite di Martina si erano fatte sempre più sporadiche sino a interrompersi del tutto. I due avevano iniziato a frequentarsi nel 2021, ma la giovane avvocatessa qualche mese fa aveva deciso di interrompere la relazione per riprendere un mano le redini della sua vita e della sua carriera.

La ricostruzione dell’omicidio: la lite, la fuga dal ristorante e poi lo sparo in strada

L’incontro di venerdì, pare, era stato fortemente voluto da Bonaiuti per tentare di riconciliarsi con l’ex compagna. Scialdone, residente in zona Tuscolano, aveva accettato, proponendo di incontrarsi però in un ristorante affollato. I due sono arrivati da Brado, in viale Amelia, e hanno preso posto al tavolo, ma nel giro di poco tempo i toni della conversazione sono diventati sempre più accesi e il confronto è degenerato in una lite che ha attirato l’attenzione dei gestori e degli altri avventori. 

La giovane avvocata si è rifugiata in bagno diverse volte nel tentativo di sfuggire alla rabbia dell’ex, ma alla fine si è rassegnata a uscire dal locale, dove Bonaiuti la stava aspettando. I due hanno fatto ancora qualche metro verso la macchina dell’uomo, e qui si è consumata la tragedia: il 61enne ha estratto la pistola, l’ha puntata contro l’ex compagna e ha fatto fuoco. Poi è montato in auto e si è diretto verso Colle Salario per tornare a casa.

Martina, ferita a morte, è riuscita a percorrere qualche metro prima di accasciarsi al suolo davanti all’ingresso del ristorante, dove è stata soccorsa da alcuni clienti del locale e dove è stata raggiunta dal fratello, che non ha potuto fare altro che tenerla tra le braccia mentre moriva. All’arrivo delle ambulanze, per lei non c’era ormai più nulla da fare.

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