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Foto DinamoPress

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Movimenti in piazza: "Roma non si vende. Raggi rispetti la città solidale"

Gli organizzatori: "Hanno partecipato in diecimila". In corteo il mondo dell'associazionismo romano, compatto contro la giunta Raggi. Tra le questioni sul piatto la delibera 140 sul patrimonio immobiliare pubblico

Da piazza Vittorio al Campidoglio "per un'altra idea di città". Ieri pomeriggio il corteo di associazioni, sindacati di base, centri sociali, movimenti per la casa, promosso dalla rete DecideRoma, ha sfilato per le strade del centro storico. Secondo gli organizzatori, "hanno partecipato in diecimila". 

Tra le richieste la ricontrattazione del debito pubblico del Comune di Roma, il no alla privatizzazione dei servizi, la valorizzazione delle esperienze di autogestione e autorecupero, lo stop agli sgomberi della delibera 140. La Corte dei Conti, lo ricordiamo, ha smontato in una sentenza la tesi del danno erariale dai mancati introiti del patrimonio per quanto riguarda le onlus. Ma dal Campidoglio ancora si attende un segnale. Da qui la richiesta a gran voce di un cambio di passo e la partecipazione alla scrittura del nuovo regolamento sui beni comuni. Ma "finora non è stato convocato nemmeno un tavolo".  Un'amministrazione Raggi "in perfetta continuità con le precedenti: stesse questioni sociali irrisolte" denunciano gli organizzatori di DecideRoma.

"Roma non si vende. La sindaca ascolti le mille voci del corteo promosso da DecideRoma" ha dichiarato Stefano Fassina dalla manifestazione. "Sono insostenibili le conseguenze della Delibera 140 del 2015 su centinaia di associazioni – ha proseguito –, esperienze di autorganizzazione, centri sociali. Sono le energie migliori della città. Producono ogni giorno beni comuni. Animano il welfare locale. Sono esempi di sussidiarietà positiva"

"La Delibera 140 va ritirata e ne va approvata una e un regolamento che riconoscano e sostengano l’uso sociale del patrimonio capitolino. Oramai anche le sentenze della Corte dei Conti indicano la rotta. Infine, vanno affrontate seriamente le politiche abitative, innanzitutto con la nomina di un Assessore ad hoc. La settimana prossima in Assemblea Capitolina affronteremo i problemi del patrimonio. Speriamo che la Giunta si muova". 

In prima fila, a reggere lo striscione di apertura "Roma non si vende, Roma siamo noi", la comunità senegalese stretta intorno all'amico Niang Maguette, l’ambulante morto dopo un’operazione antidegrado della polizia locale di Roma lo scorso mercoledì pomeriggio, per chiedere "giustizia e verità". 

"ROMA NON DI VENDE, ROMA SI DIFENDE"


 

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