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Un'immagine della manifestazione (Foto Twitter Progetto Degage)

Un'immagine della manifestazione (Foto Twitter Progetto Degage)

Cie Ponte Galeria, corteo dei movimenti in via Portuense: "Chiudete il centro"

Appuntamento a Parco Leonardo verso il centro di detenzione per migranti. Nel pomeriggio fermati due attivisti a bordo del camion con lo striscione "Liberi tutti"

‘Chiudere il Cie di Ponte Galeria’. Dietro questa rivendicazione centinaia di persone si sono radunate a Ponte Galeria per una manifestazione indetta dai movimenti per il diritto all’abitare e dalla rete delle associazioni antirazziste romane. Il corteo da Parco Leonardo ha l’obiettivo di raggiungere il Centro di identificazione ed espulsione che si trova non molto lontano lungo la via Portuense. I manifestanti, per raggiungere il luogo periferico della Capitale, si sono dati appuntamento in diverse zone della città. 

Prima dell’inizio della manifestazione un camion con lo striscione “Liberi tutti” che si stava dirigendo verso l’appuntamento, è stato fermato in zona Eur. I due attivisti che si trovavano a bordo sono stati portati al commissariato Esposizione dove sono stati identificati. La polizia sta effettuando dei controlli sul materiale contenuto nel mezzo.  

La decisione delle forze dell’ordine è stata letta dai manifestanti come una “grave provocazione”. Scrivono gli attivisti in un comunicato: “La questura, dopo i 17 arresti ai danni di esponenti dei movimenti per il diritto all'abitare avvenuti il 13 febbraio, sceglie di alzare la tensione a ridosso della grande manifestazione”. Continua la nota: “La provocazione ai danni di un movimento che, dopo la strage di Lampedusa, ha preso parola con il supporto di tutta la società civile risulta inaccettabile. Ricordiamo che l'Italia è stata più volte condannata dalla stessa corte europea per violazione dei diritti umani proprio per le condizioni dei suoi CIE, i lager contemporanei”. Proprio stamattina sono stati espulsi due migranti, uno dei quali aveva partecipato alla protesta delle ‘bocche cucite’ contro le condizioni del centro. Venerdì altri due rimpatri avevano causato la reazione di protesta di 42 persone che avevano iniziato lo sciopero della fame. 

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