Corteo per i Marò, slogan contro il sindaco: "Marino, buffone, rimetti lo striscione"

Ieri il corteo, partito da Bocca della Verità e concluso in piazza Santi Apostoli, con passaggio sotto al Campidoglio. Presente l'ex sindaco Alemanno

Foto di A.Ronchini

"Liberi subito". Nel segno di questo slogan, che ha il suono di una speranza ma anche di una promessa, diverse centinaia di persone hanno sfilato a Roma sotto una pioggia battente per chiedere l'immediato rientro in Italia di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò del Reggimento San Marco trattenuti ormai da quasi due anni in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori del Kerala

In testa al corteo, partito dalla Bocca della Verità e composto in gran parte da militari in divisa accorsi da tutta Italia, le famiglie dei due marinai. "Ho sentito Salvatore cinque minuti fa - ha detto la moglie di Girone, Vania - sanno della manifestazione, sono sereni e forti. Se per Natale non torneranno qui da noi, allora andremo noi da loro". 

Visibilmente commossa la madre di Girone: "Sono contenta che siano tutti qui, ma da mamma lo rivoglio a casa, sono stanca". "Tutta l'Italia é rappresentata qui oggi - ha detto Paola, fidanzata di Latorre - e ogni città con una sede dell'Anmi, l'associazione dei marinai italiani, avrà una sua manifestazione oggi. Per i nostri cari non vogliamo più una vita alla finestra ma da protagonisti. Oggi siete con noi". 

E lo stesso Girone, tramite la moglie, ha voluto inviare un messaggio: "Ogni giorno che passa - scrive il militare - sento sempre più il dovere di mantenere alto l'onore di un soldato italiano e della nazione. Nella nostra situazione qualunque soldato e qualsiasi Paese lotterebbe per far sì che vengano riconosciuti i diritti propri e internazionali e nel nostro caso anche la propria innocenza". 

Il corteo, in uno sventolare di tricolori e stendardi militari, si è concluso in piazza Santi Apostoli, dopo esser passato sotto al Campidoglio. Ai piedi della scalinata sono partiti slogan contro il sindaco Ignazio Marino, per la sua decisione di rimuovere dal palazzo comunale le gigantografie dei due militari. 

E tra la gente, dove spiccava la presenza di Santo Pelliccia, classe 1923, reduce della battaglia di El Alamein, c'era anche l'ex sindaco Gianni Alemanno: "Mi colpisce l'assenza qui oggi di tante personalità politiche che si sono schierate in questi mesi a difesa dei marò - ha detto - Il governo deve darsi un termine entro il quale, se questa situazione non viene risolta, si devono ritirare tutte le missioni italiane all'estero". Al corteo anche la vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli: "Devono subito rientrare in Italia - ha detto - a questa assurda vicenda è arrivato il momento di mettere la parola fine''. 

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Conclusioni per il presidente dell'Anmi, l'ammiraglio Paolo Pagnottella: "Questa non é una protesta, i militari non protestano ma obbediscono agli ordini e i nostri militari hanno obbedito agli ordini del legittimo governo italiano. Per cui ai rappresentanti delle istituzioni possiamo dire solo 'coraggio, avanti con le iniziative' perché é impossibile che due soldati d'Italia siano prigionieri di un governo che non ha diritto di trattenerli. Massimiliano e Salvatore danno l'esempio, sono degni dell'applauso del popolo italiano e non della sua dimenticanza. Abbiamo sempre obbedito alle leggi della Patria e ora ci aspettiamo lealtà e riconoscenza" ha concluso, prima di intonare l'Inno di Mameli, cantato da tutta la piazza.

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