Pretendevano incarico da 250mila euro: tre arresti per corruzione, fra loro un carabiniere

Nella vicenda emergono anche i nomi del consigliere regionale grillino Davide Barillari, di Fabrizio Piscitelli (noto come Diabolik) e di Massimo Boccacci, membro di estrema destra

Un Maresciallo dei carabinieri presso il Nucleo dell'Ispettorato del Lavoro di Roma di 50 anni, un sindacalista della Sicel 50enne e un commercialista consulente del lavoro 46enne. Sono loro, secondo le indagini dei militari dell'Arma, i responsabili di un giro di tentata corruzione di circa 250 mila euro. I reati contestati ai tre arrestati, a vario titolo, sono "tentata induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione; rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio nonché tentata violenza privata". 

Corruzione: arrestati carabiniere, commercialista e sindacalista

I riscontri, confermati del Gip del Tribunale di Roma che ha emesso un'ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dei tre responsabili, sono stati resi noti in un incontro presso la Procura della Repubblica.

L'attività d'indagine è partita dopo la denuncia della vittima, un imprenditore consigliere di amministrazione del Gruppo Ini (Istituto Neurotraumatologico Italiano, cliniche di Genzano) al quale era stata prospettata la possibilità di attenuare la sua posizione nell'ambito di un'indagine che lo vedeva coinvolto purché si affidasse ad un professionista indicato (il commercialista consulente del lavoro) per la gestione di un settore amministrativo della società. 

Gli appuntamenti 

Le pressioni sarebbero state rivolte all'imprenditore delle cliniche, coinvolto in un'inchiesta appena conclusa, in relazione ai contratti di solidarietà richiesti per i lavoratori. Il tutto, secondo quanto emerge dall'ordinanza, sarebbe iniziato nel 2017 quando il sindacalista 50enne, prima attraverso Facebook e poi mediante altre conoscenze, aveva tentato un approccio con quella che poi sarebbe diventata la sua vittima. 

Un lavoro lungo fatto di incontri che, tra l'inverno e la primavera del 2018, sono aumentati anche grazie al ruolo del Maresciallo dei carabinieri che ha parlato con l'imprenditore anche presso la sede del Nucleo dell'Ispettorato del Lavoro. 

Le amicizie del sindacalista e le carte processuali in possesso del militare, che avrebbe mediato con il Pm Aurelio definito un "magistrato molto duro" per attenuare la posizione del consigliere di amministrazione del Gruppo Ini, avevano fatto breccia. 

I favori per attenuare la posizione processuale, però, avevano un prezzo: assumere un commercialista fidato di 46 anni con un contratto annuale da circa 250 mila euro, oltre un compenso variabile dal 3% al 5% sul risparmio complessivo dei costi sostenuti dall'azienda. 

I contatti e le "amicizie" importanti per fare pressione

Secondo quanto emerso, il sindacalista per convincere l'imprenditore all'assunzione del commercialista, avrebbe inoltre paventato di avere amicizie e contatti influenti facendo il nome del consigliere regionale del M5S Davide Barillari (al momento estraneo ai fatti) che, secondo il sindacalista, si sarebbe impegnato, in caso di rifiuto, affinchè le cliniche dell'imprenditore fossero commissariate. 

Ma non solo. Per essere più convincente, il 50enne si era presentato a un appuntamento con l'imprenditore insieme a Maurizio Boccacci, "rimarcando - si legge negli atti - la sua appartenenza al movimento di estrema destra Avanguardia Nazionale". Secondo i pm Boccacci sarebbe stato utilizzato come "strumento di minaccia".

O anche, in una conversazione intercettata, il sindacalista racconta: "Ci sono andato a parlare con Fabrizio Diabolik (ucciso lo scorso 7 agosto al Parco degli Acquedotti ndr) quindi ho alzato il tiro, capito?". L'imprenditore però ha rifiutato di assumera il commercialista "amico" e quando l'indagine nei suoi confronti si è chiusa, ha denunciato tutto ai Pm. 

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