Ritardi nei tamponi, ora anche l'Asl Rm 3 ammette il caos e corre ai ripari: "Un ufficio per smaltire le richieste"

Il commissario straordinario dell'ASL Roma 3 Giuseppe Quintavalle: "Da oggi c'è un filo diretto con i laboratori che processeranno i circa 1250 tamponi molecolari al giorno che effettuiamo"

Un eccessivo ritardo nei tamponi fatti e ancora da elaborare. Oppure richieste fatte alle Asl, da cittadini o dai medici di famiglia, rimaste in coda e processate in ritardo. O, nei casi estremi con l'anziana disabile di cui RomaToday ha scritto giorni fa, richieste ignorate.

Ecco, visti i gravi disservizi riscontrati in questi giorni sui referti dei tamponi sommati agli obiettivi ritardi nelle comunicazioni tra uffici competenti e utenti la direzione generale della Asl Roma 3, l'azienda ospedaliera regionale ha deciso di "scusarsi" comunicando anche di aver "avviato un'azione per un immediato riallineamento dei dati tale da consentire un sollecito ripristino della normalità nei tempi e nei modi di consegna dei documenti in questione".

Ritardo sul tampone ad anziana contagiata dal Covid

Il fatto più eclatante avvenuto a Roma, e recente, è accaduto proprio nel distretto della Asl Rm3 quando i parenti di una una donna di 84 anni con invalidità al 100 per cento, hanno denunciato (anche con esposto ai carabinieri) 10 giorni di ritardo sul tampone da effettuare sull'anziana che versa ancora in gravi condizioni in ospedale.

Così come è emerso, e come da prassi, la dottoressa di famiglia che segue l'84enne il 31 ottobre aveva inoltrato una richiesta via mail all'ufficio competente della Asl Roma 3, così come RomaToday ha potuto vedere in un documento. Ma del tampone nessuna traccia nonostante la missiva del medico fosse "urgente" perché "appartiene a persona fragile" e, all'epoca della richiesta, con "38 di febbre".

Il tampone però non è mai arrivato e la donna, svenuta, l'8 novembre è stata portata al San Camillo dove il tampone ha evidenziato il contagio da Sars-Cov-2.

La presa di posizione della Regione Lazio 

L'undici novembre, l'Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio, con una nota aveva fatto sentire la propria voce chiedendo sul caso "una relazione alla Asl Roma 3 e all'Azienda Ospedaliera San Camillo in merito alla vicenda della donna ricoverata al San Camillo dove, da quanto si apprende, è in corso il trasferimento nell'area sub-intensiva COVID, e sui ritardi nell'effettuazione del tampone molecolare".

La Asl Roma 3 batte un colpo

Ora la Asl Roma 3, che fino ad oggi 16 novembre sul caso dei tamponi in ritardo non si era mai espressa, ha reso noto che sarà "prevista una indagine interna e un immediato riallineamento per un sollecito ripristino della normalità".

La direzione aziendale ha infatti costituito una commissione ad hoc per gestire questa situazione di emergenza, aprendo anche una procedura di indagine interna per appurare i motivi dei problemi riservandosi di prendere i "provvedimenti del caso".

Un ufficio ad hoc per il ritardo dei tamponi

A spiegare la questione a RomaToday, è il commissario straordinario dell'Asl Roma 3 Giuseppe Quintavalle: "Abbiamo deciso di fare questo team per smaltire e incanalare le proteste dei cittadini sui tamponi in ritardo e svilupparli quanto prima. Fondamentale sarà il contributo di un informatico specializzato che creerà un servizio mail e un numero di telefono specifici che nelle prossime ore diffonderemo alla cittadinanza per avere una linee diretta".

Il problema più grosso, infatti, era nella comunicazione. "In questo periodo c'è stato un problema grosso con la linea del telefono", ha sottolineato Quintavale spiegando: "Quando un cittadino chiama la Asl sente che il telefono risulta libero, ma in realtà è occupato perché dall'altra parte c'è già un operatore al lavoro. E' una vergogna - dice - perché è da tempo che denuncio questo problema per risolverlo".

"Ci ho sempre messo la faccia, e nella lotta al Covid anche di più. Ora abbiamo un team che lavora h12 per smaltire i ritardi dei tamponi, riceviamo però ancora troppi reclami. Con l'ufficio ad hoc che realizzeremo l'obiettivo immediato sarà quello di azzerare le richieste in attesa. Vogliamo far capire ai cittadini che siamo dalla loro parte e risolvere il problema dei numeri tra richieste di tamponi, tamponi fatti e processati. Vogliamo incanalare le proteste ed essere pratici".

Il filo diretto con i lavoratori di Roma

Da oggi, inoltre, come ha aggiunto Quintavalle ci sarà anche "un filo diretto con i laboratori che processeranno i circa 1250 tamponi molecolari al giorno della Asl Roma 3" che saranno il Sant'Andrea, il San Camillo (per il lunga sosta di Fiumicino) e l'Ifo per quelli fatti alla Asl di Casalbernocchi. 

Infine, l'ufficio del commissario straordinario della Asl Roma 3 ha rivolto un invito a chi si trovasse in queste ore "in difficoltà e con problemi di comprovata urgenza legati alla refertazione dei tamponi": "Rivolgetevi direttamente al nostro ufficio che si farà carico di dare agli utenti adeguato riscontro".

Il caso della Asl Roma 5: le comunicazioni in ritardo

Non è però solamente la Asl Roma 3 ad avere ritardi nel processare e comunicare l'esito dei tamponi. Alla Asl Roma 5, infatti, ci sono stati per giorni positivi al Covid sfuggiti ai controlli per ritardi consistenti nella comunicazione dei referti.

Una situazione che è emersa anche nel bollettino dello scorso 5 novembre e confermata su Facebook anche dal sindaco di Tivoli: "Il Comune di Tivoli ha sospeso le comunicazioni dei guariti e dei deceduti in attesa di ricevere dalla Asl i dati aggiornati, trasmessi ormai con notevole ritardo. Al momento, dunque, non è possibile fornire il quadro degli attualmente positivi nel territorio tiburtino", ha scritto il primo cittadino. Secondo quanto si apprende anche la Asl Roma 5 ha organizzato una task force per mettere in ordine i dati e smaltire le richieste di tamponi sospese. 

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