Imprenditore positivo al Covid manomette referto medico e convince i dipendenti a tornare a lavoro: uno viene contagiato

Il titolare è stato denunciato in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria. I dipendenti hanno ripetuto il tampone ed uno dei 3 è ora positivo al Covid-19

Positivo al Covid, ha manomesso un referto medico per dimostrare ai suoi dipendenti che fosse guarito mentre, secondo le indicazioni dei dottori, doveva restare in isolamento domiciliare. Lo stratagemma dell'uomo, un imprenditore del quartiere Aurelio, è stato però scoperto dalla Polizia di Stato che lo ha denunciato. Non solo, durante le indagini è anche emersa la positività al Coronavirus, risultato contagiato proprio dopo un contatto con il suo datore di lavoro. 

Tutto è iniziato, secondo la ricostruzione degli investigatori del Distretto Aurelio, dalla riscontrata positività al Covid di uno dei due titolari e di un dipendente di un'azienda del quartiere che avevano gettato nel panico gli altri tre lavoratori i quali, così come il collega del malato, si erano sottoposti subito al previsto tampone.

I dipendenti, risultati tutti negativi, hanno chiesto al titolare di conoscere anche l'esito del suo test: l'imprenditore 50enne, dopo qualche reticenza, ha inviato loro tramite Whatsapp la foto di un referto che lo dichiarava negativo. E così l'azienda, che opera nel settore commerciale, fin dall'inizio del mese di novembre ha ripreso a funzionare regolarmente ed i dipendenti hanno continuato a lavorare a stretto contatto con il titolare.

Gli investigatori, raccolta però una segnalazione, hanno però deciso di approfondire la questione acquisendo presso una vicina struttura sanitaria il vero risultato del tampone, ossia quello con la positività al Covid-19, ed il relativo consenso informato sottoscritto dal cinquantenne che, tra le altre cose, lo obbligava all'isolamento domiciliare.

Il documento era identico a quello inviato nel gruppo Whatsapp per far tornare i dipendenti a lavoro, salvo nella parte manomessa. Il titolare è stato denunciato in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria. I tre dipendenti "sani" hanno ripetuto il tampone: uno dei tre ora è positivo al Covid-19.

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