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Immagine d'archivio

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Coronavirus, a Nerola e Guidonia isolate 2 case di riposo. A Roma e provincia sono in tutto 4 le Rsa in emergenza

A Nerola 72 positivi tra dipendenti e residenti. Il sindaco: "La gestione della casa sarà affidata alla Asl RM 5. Sono in continuo contatto con le autorità sanitarie e regionali"

Isolate altre due Rsa nell'hinterland romano, due residenze per anziani chiuse a seguito di contagi da coronavirus. La prima sul territorio di Guidonia, la seconda nel comune di Nerola. Quest'ultima è la casa di riposo Maria Immacolata. Qui un focolaio con 72 casi accertati di contagi, 56 residenti nella struttura e 16 dipendenti. A confermarlo anche il sindaco di Nerola, Sabrina Granieri.

Il bollettino di oggi: 1728 casi nel Lazio

"I dipendenti positivi verranno posti in isolamento con le rispettive famiglie - spiega - la Asl RM 5 ha già mandato una squadra presso la casa di riposo. I pazienti verranno monitorati e curati in loco. La gestione della casa sarà affidata alla Asl RM 5. Sono in continuo contatto con le autorità sanitarie e regionali. Questa notizia mi addolora e addolora un'intera comunità. La tristezza invade il nostro comune ma ora più che mai dobbiamo essere forti e restare uniti ma soprattutto rispettare rigorosamente le regole". 

Salgono così a quattro le case di riposo per anziani dove si sono concentrate decine di casi di contagio da coronavirus, poste in isolamento. Nella giornata di oggi la Regione è stata costretta a predisporre una Unità di Crisi per la Casa di riposo Giovanni XXIII in via Galeffi, gestita dalla Fondazione Sorelle della Carità. Qui risultano infatti positivi 13 anziani, di cui uno ricoverato, 5 operatori. Nella notte è morta un'anziana. 

E ancora altro caso che interessa una residenza per anziani è quello della Rsa Madonna del Rosario di Civitavecchia, comune del litorale tra i focolai più caldi dell'emergenza Coronavirus nel Lazio. La struttura nello specifico conta 37 casi positivi, curati nella stessa Rsa, trasformata in un reparto Covid dove sia gli attuali degenti positivi che altri futuri pazienti che avranno necessità di ricovero, potranno essere curati. 

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