Stretta nella piazze dello spaccio dopo l'omicidio Sacchi: non ci saranno zone franche

Lamorgese informa quindi che a Roma nel 2019 sono stati "sottoposti a verifica 43 mila persone, 900 locali e piu' di 22 mila veicoli"

Stretta nelle piazze dello spaccio di Roma. Il Questore Carmine Esposito lo aveva annunciato, il prefetto Gerarda Pantalone ha delineato le linee guida e il ministro dell'Intero Luciana Lamorgese lo ha confermato: "Non ci saranno zone franche". Dopo l'omicidio di Luca Sacchi, il 24enne personal trainer ucciso a Colli Albani, l'obiettivo delle forze dell'ordine sarà quello di incrementare la sicurezza nelle periferie.

Il nuovo piano sicurezza prevede anche l'apertura di commissariati a Roma est e a Roma sud. Poi l'arrivo di circa 50 poliziotti in città. A interrogare il ministro Lamorgese sui questi temi è stata la parlamentare di Forza Italia, Maria Spena.

"No a zone franche"

Lamorgese è stata chiara, prima rassicurando i presenti e, soprattutto, la cittadinanza: "La Direzione centrale per i Servizi antidroga coordina al momento 31 indagini che riguardano il territorio della Capitale. Posso assicurare che la soglia dell'attenzione info-investigativa è elevata. Nel corso del primo semestre del 2019 le misure di controllo del territorio, attuate dalle forze dell'ordine a Roma, hanno consentito di sottoporre a verifica complessivamente 43.000 persone, circa 900 locali e più di 22.000 veicoli. Con una recente direttiva di qualche giorno fa rivolta ai Prefetti della Repubblica, ho inteso conferire nuovo e vigoroso impulso all'azione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti".

"Per quanto concerne Roma Capitale - scende nello specifico la titolare del Viminale - le misure attuate riguardano in primo luogo il lavoro delle forze dell'ordine e sono dirette al controllo e al presidio delle cosiddette piazze di spaccio e delle zone interessate dalla movida. Sono anche effettuati controlli straordinari, soprattutto nelle ore notturne, in aree sensibili come quelle limitrofe alle infrastrutture di trasporto pubblico, ai parchi e più in generale ai luoghi di aggregazione, talora teatro di gravi fatti di cronaca. Non ci saranno zone franche".

Creare un giro di spaccio non è mai stato così facile

"Più consumo di stupefacenti"

"Vedo che l'utilizzo degli stupefacenti sta crescendo in modo esponenziale e per questo ho firmato una direttiva alle prefetture in modo tale che si facciano dei comitati dedicati su questo aspetto", ha sottolineato poi Lamorgese al termine dell'audizione in Commissione antimafia, rispondendo a chi le chiedeva se non fosse allarmante il fatto che nei recenti fatti di cronaca accaduti a Roma, come l'omicidio di Luca Sacchi, fossero coinvolti giovanissimi. "Non voglio parlare del caso specifico" perché "le indagini faranno il loro corso", ha premesso il ministro. 

Ma "ci preoccupa il fatto che ragazzi giovani siano dediti alla droga", ha precisato, sottolineando che "occorre vengano inserite a livello sociale in un circuito virtuoso le famiglie. Le famiglie devono avere un ruolo - ha sottolineato Lamorgese - perché non è possibile che non ci si renda conto di un ragazzo che ha delle difficoltà, dovute all'ambiente che frequenta, dovute alla crescita, dovute a tante motivazioni di carattere sociale. Così anche la scuola deve avere un ruolo: deve insegnare ai giovani a crescere nel modo migliore, ad affrontare le difficoltà e renderli più forti. Si può essere forti se si ha un contesto che ti supporta". Inoltre il ministro ha fatto notare come ci sia necessità di "andare nelle zone degradate, zone che richiedono interventi particolari. Lo Stato deve essere presente nelle periferie".
 

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