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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Studenti finti poveri: dichiara 19.000 euro ma il padre ha case e Ferrari

E' il caso più eclatante scoperto dalla Guardia di Finanza nell'ambito dei controlli sulle dichiarazioni Isee. Nel 2013 la percentuale dei controlli irregolari si attesta sul 63% delle posizioni verificate

La studentessa, con padre proprietario di una Ferrari e di immobili di valore, che ha autocertificato un reddito annuo di 19.000 euro. Oppure la sua collega di Roma Tre che si è dimenticata di dichiarare redditi per oltre 70.000 euro. Ed ancora quella "smemorata" di Tor Vergata che ha dichiarato redditi per 14.313 euro scordandosi di possedere un patrimonio di oltre 600.000 euro. Sono loro i 'fuoriclasse' delle false dichiarazioni Isee per ottenere la borsa di Studio o un posto in una residenza Adisu.

I risultati dei controlli della Guardia di Finanza di Roma sono stati presentati oggi in Regione Lazio nell'ambito di un accordo stretto dalle Fiamme Gialle con la Pisana, le Università “La Sapienza”, “Tor Vergata”, “Roma Tre. Una rete in cui vengono collegate energie, professionalità, informazioni e banche dati in un comune impegno per stanare gli studenti benestanti mascherati da poveri che dichiarano il falso a scapito dei veri poveri, delle casse regionali ed universitarie.

Il ritratto che emerge dall’analisi dei dati è significativo: l’ 83,7 % dei 196.000 studenti iscritti risulta aver presentato la dichiarazione ISEE; di questi circa il 16 % è stato inserito nelle prime tre fasce (quelle di minor reddito) dell’ Università La Sapienza. Il 27 % è stato collocato nelle prime tre fasce delle Università Tor Vergata e Roma Tre.

Le maggiori richieste di sovvenzioni riguardano borse di studio, posti letto o contributi integrativi. La percentuale aumenta, 90%, se si circoscrive l’analisi ai soli studenti stranieri, circa 7.000, il 15% dei quali risulta aver autocertificato redditi inferiori a 1.000 euro. Specifiche richieste di mutua assistenza finalizzate a riscontrare la veridicità di quanto dichiarato, sono state inoltrate alle competenti amministrazioni dei Paesi di origine.

Nel 2012, a fronte di 848 controlli, 521 sono risultati irregolari. Nel 2013 la percentuale dei controlli irregolari si attesta sul 63% delle posizioni verificate.
 
Non solo repressione, ma anche prevenzione ed educazione alla legalità. Verrà avviata una campagna di informazione e prevenzione per evitare che le risorse pubbliche finiscano nelle tasche sbagliate al fine di garantire l’equità sociale quale strumento per attuare i valori costituzionali dell’uguaglianza dei cittadini (Art. 3 Cost.) e dei diritti inviolabili dell’uomo come singolo e nelle formazioni sociali (Art. 2 Cost.) diffondendo la cultura della legalità tra le generazioni future.

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