Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Fiumicino

Fiumicino: sequestrati 143 chili di pesce privi di documentazione

L'Operazione Primavera 2013 messa in atto dalle Capitaneria di Porto di Roma e Civitavecchia. Controlli a Fiumicino e nei quartieri della Capitale più esposti al fenomeno

Anche quest’anno, nell’ambito di una più complessa operazione coordinata dalla Direzione Marittima di Civitavecchia, nell’imminenza delle festività pasquali, ha intensificato le attività di controllo del prodotto ittico lungo tutta la filiera di pesca e commercializzazione dello stesso. Si è conclusa infatti venerdì "l’operazione Primavera 2013” che ha visto impegnati gli uomini della Capitaneria di Porto di Roma e del dipendente Ufficio di Ostia in un’intensa settimana di controlli finalizzati ad verificare e reprimere gli illeciti nel settore, ma principalmente a garantire la tutela del consumatore.

OPERAZIONE PRIMAVERA - L’attività, che ha visto l’impiego della squadra di Polizia Marittima e diversi nuclei operativi di difesa del mare, per un totale di 30 militari, ha interessato in particolare, i mercati ittici all’ingrosso e rionali, la piccola e grande distribuzione, i punti vendita nonché i ristoranti di specialità orientali e nostrane, al fine di verificare la corretta etichettatura dei prodotti ittici venduti e le relative informazioni obbligatorie da fornire al consumatore finale, nonché le previste autorizzazioni sanitarie per la vendita/somministrazione di molluschi e prodotto ittico, e la documentazione provante la rintracciabilità e tracciabilità dei prodotti ittici commercializzati.

MULTE E SEQUESTRI - In particolare sono stati monitorati i comuni di Fiumicino e Roma, con maggiore attenzione ai quartieri di Roma Capitale più a rischio di commercializzazione di prodotti ittici non idonei. Al termine delle attività ispettive sono state complessivamente elevate due notizie di reato a carico di esercizi commerciali per frode in commercio, comminate14  sanzioni amministrative per un totale di 20.830 euro e sequestrati 143,85 chili di prodotto ittico vario. Le violazioni più significative accertate riguardano le condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di documentazione attestante la provenienza e tracciabilità dei prodotti ittici.

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