Cronaca

Operò alla mandibola e perse il paziente: medico condannato a due anni

Un'operazione di routine alla mandibola, poi il decesso. Così perse la vita un uomo di 67 anni in seguito a un intervento che doveva essere banale. Il medico è stato condannato a due anni di reclusione

Dopo quasi sei anni è arrivata la condanna. Due anni di reclusione per il medico che, nel 2006, operò alla mandibola un paziente che perse la vita. Un intervento di routine dove qualcosa andò decisamente storto. Il medico infatti, durante l'operazione, "perforò" parte della scatola cranica causando un edema cerebrale al paziente che, nonostante un secondo intervento d'urgenza svolto da un neurochirurgo, non ce la fece.

L'imputato era sotto processo per l'accusa di omicidio colposo per colpa professionale: nei suoi confronti il pm aveva chiesto una condanna ad un anno di reclusione. Nel capo di imputazione il professionista viene accusato di "imperizia per non aver correttamente eseguito l'intervento e di negligenza consistita nell'omissione di ogni controllo previsto per l'accertamento dell'eventuale perforazione della 'corticale interna'". Nel dispositivo il giudice assegna a carico dell'imputato una provvisionale di centomila euro in favore di ciascuna parte civile (moglie e due figli) difesi dall'avvocato Luigi Scialla. Il tribunale ha applicato al condannato i benefici della sospensione condizionale della pena subordinandola al pagamento della provvisionale.
 

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