Sottrasse borse ad ambulante senza redigere verbale: condanna per il 'maresciallo coraggio'

Due anni e 8 mesi di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici per Claudia Macrì, l'agente che nell'agosto scorso venne aggredita da quattro nomadi dopo un furto sotto la metro Spagna

Nell'agosto scorso era finita sui giornali perché vittima di una aggressione, a calci e pugni, da parte di un gruppo di ragazzine rom fermate mentre borseggiavano alcuni turisti nella metro di piazza di Spagna. Il 6 dicembre la vigilessa del I gruppo della polizia Municipale, Claudia Macrì, è stata condannata a 2 anni e 8 mesi di reclusione, nonché all'interdizione per lo stesso periodo dai pubblici uffici, per l'accusa di concussione per aver sottratto due borse ad un ambulante bengalese.

IL FATTO - Il fatto avvenne l'11 giugno del 2010 sempre nella zona di piazza di Spagna. La Macrì venne fermata da due carabinieri in borghese che, secondo l'informativa redatta, la videro portare via le due borse all'extracomunitario per poi lasciare alla vigilanza dell'ambasciata spagnola presso la Santa Sede senza aver redatto verbale di sequestro.

RICORSO IN APPELLO - Nei confronti della donna, che al momento della lettura della sentenza è scoppiata in lacrime, la procura aveva sollecitato una condanna a 4 anni. Dal canto suo l'avvocato difensore, Paolo Gallinelli, in aula si era espresso per l'assoluzione della sua assistita ritenendo evidenti contraddizioni tra quanto dichiarato dai due carabinieri e l'ambulante. Il penalista ha inoltre annunciato ricorso in appello. Per questa vicenda la Procura di Roma, in un primo momento, aveva chiesto l'archiviazione poi respinta dal gup Anna Maria Fattori che aveva deciso per l'imputazione coatta della Macrì.

L'AVVOCATO GALINELLI - Il difensore della vigilessa Paolo Gallinelli a proposito della condanna inflitta dal tribunale ha affermato: "Ora aspettiamo il deposito della motivazione e faremo ricorso in Appello. Comunque la fragilità del capo di imputazione è evidenziata dall'assoluzione di altri analoghi e numerosi episodi di concussione che erano stati contestati alla mia cliente. In Appello cercheremo di dimostrare l'assoluta inattendibilità di coloro che hanno accusato la Macrì".

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