Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Mondo di Mezzo, Corte d'Appello conferma condanna a sei anni per Alemanno

L'ex Sindaco di Roma proclama la sua innocenza e annuncia il ricorso in Cassazione

Gianni Alemanno in una foto d'archivio

L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato condannato dai giudici della Corte d'appello a 6 anni in uno stralcio dell'inchiesta 'Mondo di mezzo'. Confermata, dunque, la sentenza di primo grado. Durante la requisitoria, il procuratore generale Pietro Catalani aveva chiesto una pena di 3 anni e 6 mesi per l'accusa di corruzione per l'esercizio della funzione in base all'articolo 318 del codice penale. 

Alemanno, subito dopo la sentenza, si è detto "sconcertato", ha proclamato la sua innocenza "come ho fatto sin dal primo giorno" e ha annunciato il ricorso in Cassazione. 

Alemanno ha poi commentato la condanna sulla propria pagina Facebook: "Sono colpito da questa sentenza in aperto e inammissibile conflitto con quanto già deciso in via definitiva dalla Cassazione, una sentenza superiore anche alle richieste del PG Catalani che aveva chiesto una sostanziale riduzione di pena. Mentre la Cassazione  per lo stesso fatto aveva condannato  tutti gli altri imputati per il reato di Traffico d’influenze, oggi la Corte di Appello è entrata in conflitto con questa sentenza condannando solo me per corruzione. Quindi io sarei un corrotto senza corruttore, o forse mi sono corrotto da solo.... A questo punto è evidente che ricorrerò in Cassazione per vedermi riconoscere una innocenza che è già scritta nella sentenza definitiva della Suprema Corte. Quando criticavamo le sentenze che colpivano esponenti politici ci dicevano che le sentenze vanno rispettate. Oggi abbiamo una corte d’Appello che, con mezz’ora di camera di consiglio, straccia una sentenza definitiva della Cassazione, ignorando le più elementari regole del diritto. Non si vuole accettare che Mafia Capitale non esiste e si continua a insistere su teoremi che hanno inutilmente infangato la nostra Capitale per dei fatti di corruzione molto meno rilevanti, per quantità economica e qualità degli intessi in gioco, di quelli del Mose di Venezia, dell’Expo’ di Milano e dello stesso Stadio della Roma. Credo che su questo vada fatta una riflessione molto più ampia anche della mia persona e del mio diritto ad avere una vera giustizia".

Alemanno Facebook-2


 

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