Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Angelo della Morte: la Corte d'Appello conferma la pena senza attenuanti

L'infermiere Angelo Stazzi è accusato di aver ucciso la sua collega (ed ex amante)ed è stato condannato a 24 anni. Depositate le motivazioni della sentenza

"Il comportamento tenuto subito dopo il fatto e negli anni successivi impone un giudizio estremamente negativo sulla personalità dell'imputato e lo rende non meritevole dell'applicazione delle attenuanti generiche". Anche per questo motivo, la I Corte d'assise d'appello il 22 novembre scorso ha confermato i 24 anni di reclusione inflitti in primo grado ad Angelo Stazzi, l'infermiere conosciuto come "l'Angelo della morte", per l'omicidio della sua collega (ed ex amante) Maria Teresa Dell'Unto.

Nei giorni scorsi sono state depositate le motivazioni della sentenza d'appello. Sulla base delle risultanze processuali e degli accertamenti medico legali, secondo la sentenza redatta dal presidente della Corte d'assise d'appello, Mario Lucio D'Andria, "deve ritenersi provato che la morte della Dell'Unto è stata causata da un'azione violenta posta in essere dallo Stazzi con la precisa intenzione di uccidere". E priva di fondamento "é la tesi dell'omicidio preterintenzionale prospettata dalla difesa". Per i giudici "é certo che nella ricostruzione della dinamica del delitto lo Stazzi non ha detto tutta la verità, ma ha cercato di accreditare una versione che potesse in qualche modo attenuare la propria responsabilità".

D'altra parte, il suo comportamento subito dopo il fatto "non appare in alcun modo compatibile con quello di una persona che ha avuto la sfortuna di vedersi morire davanti la propria amante (o ex amante). Se realmente l'evento non fosse stato voluto, egli avrebbe cercato di prestare alla donna un effettivo soccorso", mentre "l'unica sua preoccupazione è stata, invece, quella di far sparire ogni traccia". Sul movente del delitto, secondo i giudici lo stesso "non è stato con certezza individuato e non può escludersi che sia riconducibile ai rapporti di natura economica esistenti tra i due"; Stazzi, infatti, "era sempre pieno di debiti ed era solito chiedere denaro in prestito".

Intanto oggi, davanti alla III Corte d'assise, udienza lampo del processo che vede Angelo Stazzi accusato di avere ucciso sette anziani ricoverati in una Casa di cura alle porte di Roma dove prestò servizio tra dicembre 2008 e settembre 2009; il tempo per aver conferma del fatto che è stata respinta la richiesta di ricusazione del collegio giudicante (lo stesso che condannò in primo grado l'infermiere per l'omicidio della collega), e per verificare la regolarità della costituzione di ulteriori due parti civili, i cui legali hanno comunicato di avere anche intenzione di citare il legale rappresentante della Casa di cura quale responsabile civile. A inizio marzo la prossima udienza.

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