Clochard aggredito dal branco a Trastevere: "Salvato da un gruppo di ragazzi"

Il senza fissa dimora è stato poi accolto dalla Comunità di Sant'Egidio nella chiesa di San Callisto a Trastevere

La chiesa di san Callisto "porto sicuro" per i senza fissa dimora

Aggredito dal branco è stato salvato da un gruppo di ragazzi. Vittima della tentata violenza un senza fissa dimora. E' quanto rende noto la Comunità di Sant'Egidio lanciando l'allerta sulla difficile situazione vissuta dai clochard di Roma con l'arrivo del freddo. Proprio in tale ambito l'organizzazione cattolica di volontariato per i più bisognosi ha spiegato come un senzatetto sia stato aiutato evitando il peggio. 

"L'invisibilità dei poveri è in realtà una scelta di indifferenza, di cecità - scrive la Comunità di Sant'Egidio -. Mentre basta uno sguardo attento, amico, fermarsi per salvare una vita. Come è successo ieri a Roma, dove un gruppo di ragazzi ha salvato un "senza dimora" dall'aggressione di un "branco" e lo ha condotto in salvo, dal freddo e dalla violenza, nella chiesa di San Calisto, diventata anche quest'anno un "porto sicuro" per chi non ha casa".

Una situazione di massima emergenza, quella dei senzatetto che dimorano nell'Urbe, con il freddo che "sta mietendo vittime". Secondo i dati di Sant'Egidio a Roma "sono già 12 le persone senza dimora che hanno perso la vita in strada, per motivi diversi, ma tutti legati alla precarietà di esistenze che si vuole relegare come "invisibili", ma che hanno i nomi di amici che conoscevamo bene: Giovanni, Davide, Adrian, Stanislaw, Nereo, Cornel. E i prossimi giorni il meteo annuncia temperature ancora più basse". 

Decessi avvenuti per il freddo, "ma non solo". "Con un termine un po' romantico si parla di "invisibili" e viene da chiedersi cosa significa quando uno di loro - Nereo- falciato sulla strada come fosse un oggetto urtato per caso - si scopre poi che di invisibile non aveva nulla: che era un uomo simpatico, amico di tanti, dispensatore di amicizia dal suo angolo di strada, diventato ora una sorta di altare in un quartiere che aveva in lui un "maestro di umanità" come spesso sono i poveri". 

Nonostante le difficoltà e l'indifferenza con la quale molti cittadini, non solo a Roma ma nel resto d'Italia e del mondo, non guardano gli "invisibili" "c'è uno squarcio di luce nelle notti di chi non ha casa, c'è un'ondata di umanità e di solidarietà - sottolineano dalla Comunità di Sant'Egidio -. Tanti, davvero tanti, in queste giornate fredde, stanno rispondendo all'appello a portare coperte, a unirsi ai "giri" serali che si svolgono in tante città italiane. 

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"Scendere in strada per aiutare, consolare, salvare - conclude San'Egidio -. E' la scelta di tanti in queste ore. Un altro modo per dire "Restiamo umani": e rispondere al freddo e all'isolamento che uccidono. Grazie per essere con noi, per vincere il freddo con il calore dell'umanità". 
 

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