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Processo clan Spada, la cassazione: "E' mafia"

I supremi giudici hanno disposto anche un nuovo processo d'Appello per il duplice omicidio di due esponenti di un clan rivale

Il clan Spada è un'associazione a delinquere di stampo mafioso. E' quanto ribadito dalla cassazione in linea con quanto stabilito in primo grado il 24 settembre del 2019 e poi ribadito dalla prima corte d'assise d'appello di Roma il 12 gennaio del 2021. E' questa la decisione dei giudici della prima sezione penale della suprema corte nel maxi processo contro il clan del litorale romano accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale Luigi Birritteri. 

I supremi giudici con la sentenza pronunciata questo pomeriggio hanno disposto anche un nuovo processo d'appello per il duplice omicidio di due esponenti di un clan rivale, Giovanni Galleoni detto 'Baficchio' e Francesco Antonini detto 'Sorcanera', avvenuto il 22 novembre del 2011 nel centro di Ostia. Il processo d'appello bis riguarderà Roberto Spada, già condannato in via definitiva a sei anni per la testata a Ostia al giornalista Daniele Piervincenzi, Ottavio Spada, detto Marco, e Carmine Spada. 

I ricorsi degli altri imputati sono stati rigettati o dichiarati inammissibili confermando sostanzialmente le pene inflitte. La sentenza è arrivata dopo che giovedì mattina nell'aula magna della cassazione è stata rinnovata la discussione, già avvenuta il 10 dicembre scorso, in seguito alla sostituzione di un componente del collegio. 

Il maxi processo nasce dall'indagine della Dda di Roma, coordinata dai magistrati Michele Prestipino con Ilaria Calò e Mario Palazzi, che aveva portato il 25 gennaio del 2018 all'operazione "Eclissi" con gli arresti eseguiti dai carabinieri e dagli agenti della squadra mobile. 

Il 12 gennaio dello scorso anno i giudici della prima corte d'assise d'appello di Roma avevano confermato l'associazione per delinquere di stampo mafioso e le condanne per i 17 imputati per oltre 150 anni di carcere, tra queste, l'ergastolo per Roberto Spada e per Ottavio Spada, detto Marco, mentre era stata ridotta la condanna per Carmine Spada, dall'ergastolo a 17 anni.

"La sentenza della cassazione riconosce il reato di associazione mafiosa per il clan Spada - scrive in una nota Gianpiero Cioffredi, presidente dell'osservatorio per la sicurezza e la legalità -  e conferma il robusto impianto accusatorio della direzione distrettuale antimafia e il lavoro prezioso della squadra mobile della questura di Roma e del nucleo investigativo dell'arma dei aarabinieri di Ostia con l'pperazione Eclisse del 25 gennaio del 2018. Una sentenza che rafforza la fiducia dei cittadini nello Stato e conferma che le mafie non sono invincibili".
 

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