Spari all'Olimpico: si aggravano le condizioni di Ciro Esposito

Lo stato di salute del tifoso del Napoli ferito lomaggio prima dell'inizio della finale di Coppa Italia si sono improvvisamente aggravate. Il giovane è ricoverato al Gemelli

Ciro Esposito

E' in fin di vita Ciro Esposito, il tifoso partenopeo ferito a colpi di pistola in occasione della finale di Coppa Italia giocata allo Stadio Olimpico, tra Napoli e Fiorentina. Fonti sanitarie spiegano che le condizioni di Esposito, ricoverato nella Capitale al Policlinico Universitario Agostino Gemelli dal 3 maggio, si sono improvvisamente aggravate.

SACERDOTE AL GEMELLI - Accanto a Ciro Esposito in queste ore la madre del giovane, Antonella Leardi, che è rimasta sempre al capezzale del figlio in queste settimane. Al Policlinico Gemelli sono arrivati altri familiari del supporter napoletano. Nella stanza dove si trova il giovane è arrivato anche un sacerdote

SPARI ALL'OLIMPICO - Ciro Esposito è ricoverato in gravi condizioni al nosocomio di via della Pineta Sacchetti dallo scorso 3 maggio, dopo essere rimasto ferito in seguito ad alcuni colpi di pistola sparati in viale di Tor di Quinto nel corso di alcuni tafferugli scoppiati tra tifosi prima dell'arrivo dei bus dei tifosi napoletani diretti allo stadio Olimpico. Scene da far west che si sono concluse con quattro persone ferite, tre tifosi napoletani tra i quali Esposito, e Daniele De Santis, trovato in terra dagli agenti di polizia dopo aver subito un pestaggio davanti al Ciak Village.

INDAGINI E STUB DELL'ARMA - Una domenica pomeriggio da incubo che portò al fermo di quattro persone, compreso lo stesso Ciro Esposito poi scagionato dalle accuse di rissa aggravata. Nel frattempo le indagini si sono concentrate su 'Danielino' De Santis, ritenuto dagli investigatori della questura di Roma come colui che avrebbe premuto il grilletto. Una certezza che non è stata riscontrata dal guanto di paraffina fatto su 'Danielino' (lo Stub), compatibile con tre particelle su quattro e quindi non sufficiente a dimostrare la tesi che a sparare sia stato De Santis, che ha sempre respinto le accuse.

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TENSIONI TRA TIFOSI - Una sparatoria che ha poi causato delle forti tensioni tra le frange estreme delle tifoserie di Roma e Napoli con alcune scritte comparse nella Capitale ad incitare le eventuali 'gesta' di De Santis e scene di odio manifestate anche in alcuni quartieri napoletani sino ad arrivare ad appendere un manichino con la maglia della Roma per il collo con la scritta: "Ciro non faremo festa finché di Gastone non avremo la testa".

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