Cie Ponte Galeria: si suicida una tunisina 49enne

A ritrovare il corpo gli operatori che hanno poi allertato la Croce Rossa che però non ha potuto far altro che constatare il decesso. Il direttore della Cri Claudio Iocchi: “Non aveva mai dato segnali che facessero pensare al suicidio”

Nuovo lutto al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. Dopo l'algerino morto lo scorso 19 marzo, oggi è stato ritrovato privo di vita il corpo di una tunisina di 49 anni. Il ritrovamento è avvenuto alle 6,45 di questa mattina, ad opera degli operatori del centro.

Mabruka Mimuni aveva 49 anni ed era da 20 anni in Italia. Sembra sia stata arrestata due settimane fa dalla polizia mentre era in coda in Questura per rinnovare il permesso di soggiorno.

Allertata la Croce Rossa, questa non ha potuto far altro che accertare il decesso. Claudio Iocchi, direttore del comitato provinciale della Cri di Roma spiega che il decesso “è avvenuto per suicidio. La Cri è profondamente addolorata per la scomparsa di M.M. dovuta ad un gesto di cui nessuno aveva avuto sentore, nemmeno le sue compagne di stanza. Del resto”, conclude Iocchi,  “l'ospite non aveva mai dato segnali in tal senso, né era stata sottoposta a qualsivoglia tipo di cure farmacologiche o psicologiche”.

 "Le condizioni esistenti all'interno dei Centri di identificazione ed espulsione sono incompatibili con i diritti umani. Il suicido della ragazza tunisina conferma questa realtà che ho visto con i miei stessi occhi durante la visita al Cie di Ponte Galeria di qualche mese fà" ha commentato così la notizia la presidente della commissione Sicurezza e Legalità della Regione Lazio e candidata al Parlamento europeo per il Pd Luisa Laurelli.

"Se poi le nuove norme contenute nel pacchetto sicurezza aumenteranno i tempi di permanenza da due a sei mesi all'interno dei centri, la vita dei migranti sarà ancora più a rischio", ha aggiunto.

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