rotate-mobile
Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Ponte Galeria

Cie di Ponte Galeria, si ferma la protesta delle 'bocche cucite'

Questa mattina anche l'ultimo immigrato che proseguiva nella battaglia si è fatto togliere il punto di sutura. In quindici rimangono con i materassi in cortile. Oggi la visita di Chaouki e Manconi

È terminata la protesta delle labbra cucite al Cie di Ponte Galeria. Anche l'ultimo immigrato, un marocchino, che ancora proseguiva nell'atto dimostrativo, si è fatto togliere il punto di sutura dalla bocca. A riferirlo il direttore del Cie Vincenzo Lutrelli. La dimostrazione però continua: 15 immigrati rimangono con i materassi nel cortile.

In programma per oggi una visita del senatore del Pd Luigi Manconi e del deputato del Pd Khalid Chaouki, che per 4 giorni si è barricato nel Cie di Lampedusa fino al trasferimento di tutti gli immigrati. “Comunicherò loro la dichiarata intenzione del Governo di ridurre i tempi, oggi abnormi, di permanenza nei Cie” ha dichiarato in un comunicato il senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del Senato. Manconi ha annunciato che renderà nota agli immigrati anche “la disponibilità del ministro della Giustizia a modificare quella norma che attribuisce la convalida del trattenimento, una delicatissima decisione in materia di libertà personale, al giudice di pace”.

“Mi stanno chiamando da giorni e mi sembra giusto vedere la situazione lì” ha invece affermato Chaouki. “Hanno seguito in tv quello che è successo a Lampedusa e sperano in un altro piccolo miracolo, ma a Ponte Galeria è più complicato”. Sull'ipotesi di ripetere a Roma la protesta da lui attuata a Lampedusa, Chaouki ha sottolineato la diversità delle due situazioni: “Lampedusa è un centro di primo soccorso e di accoglienza per profughi e rifugiati, che iniziano un iter, mentre a Ponte Galeria ci sono immigrati illegali che in base alla legge andrebbero espulsi. Ma bisogna capire che luoghi del genere vanno chiusi”.

Questo quanto dichiarato dal deputato una volta uscito dal centro: “È peggio di un carcere, dove almeno ci sono spazi di socialità. Sembra Guantanamo, con gabbie altissime e grate che esasperano la situazione. Gli operatori fanno il possibile e hanno un buon rapporto con i reclusi  a differenza di altri centri. Chiederò subito a Viminale e Prefettura di migliorare le condizioni di vivibilità”. Inoltre Chaouki ha parlato di un detenuto senza un rene che ha bisogno di un'assistenza impossibile da tenere al Cie e di altri in precarie condizioni di salute. Per la coppia tunisina minacciata dai parenti in patria ha auspicato la concessione del permesso d'asilo.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cie di Ponte Galeria, si ferma la protesta delle 'bocche cucite'

RomaToday è in caricamento