INTERVISTA | Il ciclista Ulisse e il suo gatto Pepe, le star più paparazzate di tutta Roma

Da Piazza del Popolo via in bicicletta ogni giorno verso posti diversi. A Nord, a sud, est, ovest della Capitale. Fotografato ovunque è diventato una vera e propria star. Abbiamo intervistato il "Ciclista romano col gatto rosso a mò di sciarpa", ovvero Ulisse da Monte Mario

Ulisse e il suo gatto Pepe "a mo' di sciarpa"

A Roma è diventato un personaggio.  Chiunque ha la fortuna di incontrarlo non può far a meno di sorridere e soprattutto di scattargli una foto.  Riuscire poi, a farsi un selfie ravvicinato con lui e Pepe, il micione rosso perennemente appollaiato sulla sua schiena è il top.  Parliamo del vivacissimo ciclista romano, 70enne pieno di brio e con una visione della vita fuori dal comune.  

Estate o inverno non cambia nulla per i due simpatici amici di ventura che vantano sul web, oltre ottomila iscritti  visibili nella  pagina Facebook “Ciclista romano col gatto rosso a mò di sciarpa”.  

Di loro si sono accorti anche  i maggiori quotidiani romani e  riviste specializzate nel settore. E in effetti  la strana coppia è difficile da ignorare . Tanto che di primo acchitto la gente pensa di essere sotto effetto di una strana allucinazione mentre si chiede se realmente o no,  quell’uomo pedali davanti a loro con un gatto docile e sornione attaccato al collo.

Roma per loro non conosce segreti. Li si può incontrare in una delle tante vie del Centro fino a quelle meno conosciute dei quartieri come Monteverde, Eur, Conca D’oro, e perché no, nelle zone più rinomate dei Parioli.  Per loro passeggiare è tutto. E in bici ancora meglio.

E la fortuna ha premiato anche noi di RomaToday che già in precedenza avevamo scritto di questa inconsueta e divertente coppia. Siamo infatti riusciti ad intervistare il pimpante ciclista romano  in compagnia, anche questa volta, del suo affezionato amico a quattro zampe, Pepe a piazza Fiume, zona Porta Pia.

Avvicinarlo non è stato semplice per via delle tante persone che l’attorniano in cerca di una foto o semplicemente per scambiare qualche chiacchiera e curiosità.  

Quando finalmente arriva il nostro turno, chiediamo  al pimpante ciclista il suo nome,  ma lui vago risponde: “Sono tutti e nessuno. Chiamatemi pure Ulisse”.   Vestito sportivo ma con gusto, cappellino in testa e occhiali da sole,  il nostro Ulisse alla domanda sul perché porti un gatto in spalla risponde candido: “ Non sono io a portare a spasso Pepe ma è lui che porta me. Non importa se fa freddo, caldo, piova o ci sia vento per il mio  micio l’importante è uscire e quando non è possibile mi mette il muso”.

Mentre parliamo Pepe  sornione ci guarda, ci studia attentamente. Ha il manto rosso tigrato, gli  occhioni verdi e peserà all’incirca dieci chili. Al collo, nell’eventualità che si possa perdere, porta una targhetta colorata dove c’è scritto oltre il suo nome , il numero di cellulare del suo padrone sui cui proprio come uno sciarpone rosso è raggomitolato sulla spalla.

“Pepe è arrivato in casa 8 anni fa, grazie a mia moglie che fra tanti ha scelto proprio lui che a partire dal colore, rosso come il peperoncino (da qui il nome)  di comune non ha nulla. Anche la sua data di nascita il 1 aprile del 2007, sembra un fortunato scherzo del destino”

Mentre parla ad Ulisse brillano gli occhi, è felice di questa compagnia quotidiana che come ci racconta è vissuta quasi in simbiosi . Residente a Monte Mario,  quasi tutte le mattine Ulisse e Pepe si recano con la macchina a Villa Borghese, dove qualche volta al guinzaglio il micio si gode tranquille e più comuni passeggiate sulla terra ferma: “Dopo la passeggiata a piedi, arriviamo fino a Piazza del Popolo dove prendo la bicicletta e comincia il nostro giro per Roma. Ogni giorno è nuovo, grazie anche ai tanti fans di Pepe che ci fermano rallegrandoci la giornata”

E da quello che ci dice Ulisse, il micio non è affatto infastidito da tutta questa attenzione su di lui, anzi: “ A Pepe piace essere al centro dell’attenzione. Si fa fotografare, accarezzare e a volte anche prendere in braccio. La gente impazzisce per lui.  Una volta su ponte Marconi ha quasi creato un incidente a catena. Una donna presa dalla foga di fotografarlo ha frenato  di botto creando il caos in pochi istanti.”

Chiediamo se fra i tanti ammiratori c’è stato qualcuno che abbia  messo in pericolo l’incolumità sua e di Pepe: “A volte subiamo veri e propri inseguimenti, per lo più di brava gente che  vuole solo soddisfare la propria curiosità. Ma purtroppo sono capitati anche alcuni fatti sgradevoli. Uno su tutti a Villa Borghese,  dove un ragazzo vedendo Pepe al guinzaglio e  credendo lo trascinassi,  mi ha preso a pugni in faccia tanto che sono dovuto correre al Pronto Soccorso dove mi hanno dovuto mettere anche alcuni punti di sutura”

Mentre il suo padrone racconta l’accaduto, Pepe forse captando lo stato d’animo di Ulisse gli si stringe ancora di più sul collo, e con il muso lo accarezza come a tranquillizzarlo.  Vederli insieme è allo stesso tempo singolare quanto surreale. C’è un qualcosa di affascinante, misterioso nel rapporto unico che lega quest’uomo a questo gatto. L’uno sembra far parte dell’altro. Lo stesso Ulisse parla sempre al plurale come se tutto ciò che riguarda lui, per forza di cose contempli anche Pepe il suo fedele compagno. E lo fa salutandoci a due voci: “ Ci rivediamo presto, grazie per la bella chiacchierata io e Pepe siamo felici di avervi conosciuto ma ora abbiamo le nostre commissioni da fare.” Quindi salgono in sella alla bici e pian piano scompaiono in mezzo al traffico romano che  seppur lontani non li inghiottisce del tutto, grazie al manto rosso di Pepe.

Ma se è vero che  tutta l’attenzione è quasi sempre per questo micione rosso, parlando con Ulisse (che come dice lui è tutti e nessuno), siamo lieti di aver scovato in lui, nelle sue parole e racconti qualcosa di non comune e anzi di altamente filosofico. Un modo di vivere al di sopra dell’ovvietà ma restando comunque ben piantati con le ruote per terra.

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