E luce fu: se salta la corrente in Atac, suonare alla signora del camper di via Candoni

Il paradosso è venuto a galla nelle ultime ore. "Campidoglio e vertici Atac garantiscano sicurezza del deposito e dei lavoratori"

Un paradosso tutto romano. Atac, l'azienda pubblica dei trasporti della Capitale, ha una cabina elettrica nella baraccopoli di via Luigi Candoni, nel terreno di sua proprietà alla Muratella, nel quartiere Magliana di Roma. A "custodirla" una signora che vive in un camper bianco, proprio nel campo nomadi.

A portare alla luce la vicenda è stato un nostro articolo (qui per leggerlo). Tutto è iniziato dopo un blackout nella sera del 1 novembre che ha lasciato la rimessa Atac senza corrente per più di un'ora. Il personale Atac di turno, non riuscendo a ripristinare la corrente, ha contattato il Numero Unico per le Emergenze. Quindi la "scoperto": la centralina si trova all'interno del vicino campo rom di via Candoni, uno degli insediamenti autorizzati a Roma.

Per ripristinare la corrente, essendo la cabina elettrica chiusa con un lucchetto non messo dall'azienda, ma da "estranei", sono dovuti intervenire prima i Vigili del Fuoco e poi Acea. Da lì sono iniziati i post sui social della "passionaria" Micaela Quintavalle, licenizata da Atac, poi i commenti dei sindacalisti e successivamente una diretta su Facebook del vice presidente del consiglio del Municipio XI Marco Palma che ha ricordato come già dal 2015 fosse noto che quella cabina elettrica fosse in una "terra di nessuno". 

Quel terreno, dove oggi c'è la baraccopoli della Muratella, è infatti di proprietà di Atac. La stranezza è che la chiave del lucchetto l'aveva una signora residente in un camper bianco. E' lei la 'Mastro di chiavi', la signora del lucchetto che permette di aprire la cabina elettrica. 

"Quella cabina, che riveste una oggettiva importanza strategica per l'Azienda di trasporto, non può trovarsi nelle mani di una signora che vive in un camper il cui nome, peraltro, è affisso in un volantino all'interno della portineria di Atac. Che le chiavi siano state in suo possesso e che, probabilmente ci torneranno è dovuto al fatto che quell'erogatore di energia è, di fatto, nella terra di nessuno e questo non può essere consentito", sottolinea Marco Palma che ha postato la foto della bacheca. 

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"Ho chiesto alla Presidente delle commissione controllo e garanzia di convocare una commissione urgente, memore del lavoro svolto con quelle precedenti in sinergia con quella del Campidoglio per fare chiarezza sull'accaduto e per dare una speranza a tutti coloro che vogliono salvare Atac", continua Palma che poi aggiunge: "Invierò una nota al Prefetto di Roma e alla Sindaca Raggi per chiedere, in sinergia con il gestore, di mettere in sicurezza l'alimentazione energetica del medesimo deposito. E' e resta un obiettivo sensibile". 

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Il vero mistero è come mai la chiave ce l'avesse una persona esterna ad Atac. A questo punto ci sono due versioni. La donna avrebbe riferito che a darle la chiave sono stati quelli dell'azienda di trasporti che, non confermano la sua versione e anzi rilanciano dicendo che il lucchetto sarebbe stato cambiato dai residenti del campo. Di certo c'è nella bacheca avvisi del deposito era stato affisso un foglio per avvertire di andare a chiedere la chiave alla signora del camper "se dovesse scattare la corrente". Ora c'è un lucchetto nuovo, domani si vedrà.

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