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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Francesco Valdiserri, perché l'automobilista che l'ha travolto e ucciso è stata condannata "solo" a 5 anni

Chiara Silvestri, la 23enne che la notte tra il 19 e il 20 ottobre 2022 era alla guida della Suzuki Swift che ha investito il 18enne su un marciapiede della Colombo, è stata giudicata con rito abbreviato

Una condanna a cinque anni di carcere per Chiara Silvestri, la ventitreenne che ha investito e ucciso Francesco Valdiserri, il ragazzo di 18 anni che la notte tra il 19 e il 20 ottobre del 2022 è stato travolto mentre caminava sul marciapiede della Cristoforo Colombo, all’altezza di via Giustiniano Imperatore.

La condanna è arrivata a meno di due mesi dall’inizio del processo, e l’entità - 5 anni, contro i 4 anni e 6 mesi chiesti dal pubblico ministero - deriva dal fatto che Silvestri ha chiesto di procedere con il rito abbreviato, un procedimento penale in cui l'imputato può chiedere al giudice di rinunciare alla fase del dibattimento in cambio di uno sconto di pena e della conseguente riduzione della durata del processo.

Quando si sceglie il rito abbreviato

La scelta del rito abbreviato, infatti, è solitamente legata a due specifici casi: quando l’impianto accusatorio è talmente solido che la condanna è praticamente garantita, o quando di contro le prove raccolte dall’accusa non appaiono sufficienti a confermare la responsabilità dell’imputato, e come strategia difensiva si tende a “congelare” le indagini chiedendo di procedere immediatamente con il processo sulla base degli elementi raccolti sino a quel momento.

Le prove a carico di Chiara Silvestri

Silvestri, che dovrà pagare 800mila euro di provvisionale alla famiglia Valdiserri, era stata fermata subito dopo l’incidente e sottoposta ad alcol test: era risultata avere un tasso alcolemico di tre volte superiore al limite di legge, e destinataria di un precedente provvedimento di ritiro della patente per lo stesso motivo. L’auto, inoltre, viaggiava a una velocità di svariati chilometri superiore a quella consentita in quel tratto della Colombo: tutti elementi che hanno spinto gli avvocati a propendere per il rito abbreviato, garantendo così alla giovane donna lo sconto di pena.

La ragazza era stata accusata di omicidio stradale aggravato, che prevede, per i guidatori con un tasso alcolemico superiore agli 1,5 grammi per litro, una condanna che va da 8 a 12 anni di reclusione. Con il rito abbreviato, che prevede la riduzione della pena di un terzo, i giudici l’hanno condannata appunto a cinque anni di carcere. 
 

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