Diabolik, un anno fa l'omicidio di Fabrizio Piscitelli: il delitto è ancora senza colpevoli

Il 7 agosto 2019 l'omicidio nel parco degli Acquedotti. Fabrizio Piscitelli, leader degli Irriducibili, era noto negli ambienti degli ultras della Lazio con il soprannome di Diabolik

Uno dei manifesti in ricordo di Diabolik, questo in via delle Vigne Nuove

Chi ha ucciso Fabrizio Piscitelli? Chi è il mandante dell'omicidio di Diabolik? Dov'è l'arma che ha scandito gli ultimi momenti di vita dell'ex capo degli Irriducibili? Piscitelli è stato ucciso per questioni legate alla malavita di Roma? A un anno di distanza dal delitto del Parco degli Acquedotti sono ancora tanti i punti interrogati di risolvere. 

Un giallo vero e proprio quello dell'omicidio di Diabolik, per cui non c'è ancora nessun colpevole. Un fatto di cronaca nera, efferato, avvenuto il 7 agosto del 2019 in via Lemonia all'altezza del civico 273. Fatale un colpo di pistola calibro 7,65 sparato a distanza ravvicinata intorno alle 18:50 circa da un sicario che è poi fuggito.

L'Antimafia indaga sul delitto di Fabrizio Piscitelli 

Subito dopo aver accertato il nome della vittima, a prendere in mano il caso è stata la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma aprendo un fascicolo per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, quella di Piscitelli sarebbe stata un'esecuzione compiuta da un killer esperto, un "professionista". Indubbiamente un killer sfacciato e spietato, che ha agito in pieno giorno e in un luogo affollato di persone senza timore.

La ricostruzione dell'omicidio di Diabolik

Sono le 18:50 circa di un mercoledì di inizio agosto. Il Parco degli Acquedotti è frequentato. Piscitelli, seduto su una panchina con il suo autista, viene colpito di sorpresa: un uomo gli arriva alle spalle, punta l'arma e fa fuoco. Un colpo preciso che ha trafitto mortalmente il 53enne alla testa trapassandolo all'altezza dell'orecchio sinistro. A dare l'allarme un passante. E' qui che sono iniziate le indagini della Squadra Mobile della polizia di stato e della Direzione Distrettuale Antimafia per capire chi ha ucciso Fabrizio Piscitelli.

La zona viene battuta alla ricerca di tutti gli elementi utili a rintracciare il sicario. Vengono individuate e visionate le telecamere che possono aver ripreso la fuga dell'omicida e vengono sentiti i primi testimoni. Tra questi c'è anche l'autista cubano che da poco più di una settimana accompagna Piscitelli a tutti gli appuntamenti. Dalla sua testimonianza non emergono però dettagli utili per capire con chi Diabolik avesse appuntamento quella sera. Vengono sentiti alcuni amici e familiari: anche in questo caso nessun elemento utile, né notizie di cambiamenti di abitudini legati a possibili minacce. Le indagini proseguono e non risparmiano nessun aspetto, dai cellulari dell'ex capo degli Irriducibili della Lazio ai pc.

Omicidio Fabrizio Piscitelli-2

Nel 2013 - Arrestato Diabolik a Casalotti: Fabrizio Piscitelli tradito dalla sua Lazio

Chi era Fabrizio Piscitelli

Una grande passione, la Lazio, ma anche diversi problemi con la legge. Diabolik, tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90, iniziò a farsi sempre più spazio nel mondo ultras. In poco tempo divenne uno dei capi degli Irriducibili la frangia più estrema della tifoseria della Lazio. La Curva Nord diventa così casa sua con coreografie spettacolari e contestazioni eclatanti come quella in via Allegri nell'anno dello Scudetto biancoceleste.

Prima della sua morte, il capo ultras rimane coinvolto in un procedimento penale riguardante la tentata estorsione ai danni del presidente della Lazio Claudio Lotito. Ma c'è di più.

Secondo quanto accertato dagli uomini del Gico "Piscitelli è più volte assurto agli onori della cronaca giudiziaria: dai rapporti, risalenti agli anni tra il 1991 ed il 1992, con il noto Michel Senese il quale, proprio attraverso Fabrizio Piscitelli e il fratello Gennaro Senese, stringeva accordi con il Clan Abate, all'epoca egemone nell'area di San Giorgio a Cremano (in provincia di Napoli), ma con interessi nella Capitale, finalizzati all’approvvigionamento di eroina dalla Turchia, via Germania, e di hashish dalla Spagna, al più recente processo connesso alla scalata alla Lazio ovvero, ancora, agli innumerevoli episodi di violenza negli stadi", si legge nelle carte dell'operazione Ginko.

Diabolik ucciso nel territorio di Michele 'o pazzo e dei 'napoletani del Tuscolano'

Piscitelli e il fascismo

"Siamo fascisti, gli ultimi rimasti". Diabolik commentava così la bomba "alla crema", la chiamava lui, fatta esplodere davanti alla sede degli ultras in via Amulio. Un attentato ancora non rivendicato fatto nella primavera del 2019. 

"Se vogliono tornare al terrorismo degli anni '70, a quel clima, noi siamo pronti. Anzi, io non vedo l'ora e di certo non ci tiriamo indietro", disse. Prima di quel giorno i tifosi della Lazio furono protagonisti per lo striscione "omaggio" a Mussolini esposto a corso Buenos Aires il 25 aprile precedente. 

Nel 2017, invece, gli Irriducibili finirono nella cronaca per aver affisso adesivi di chiaro stampo antisemita che ritraevano Anna Frank con la maglia giallorossa nella Curva Sud dei cugini romanisti. E poco prima fece scalpore un volantino, a firma del 'direttivo Diabolik Pluto' che vietava alle donne di stare nelle prime dieci file della Curva Nord.

Il funerale di Diabolik e le polemiche

Un personaggio di spicco, sia tra gli ambienti ultras che tra quelli della malavita. In tanti sono andati a rendergli omaggio al Parco degli Acquedotti portando fiori e sciarpe tanto che il posto in cui è stato ammazzato, si è trasformato subito in un altarino. Quindi la fiaccolata dei tifosi della Lazio in suo onore e le polemiche riguardanti il funerale con una serie di botte e risposte tra il Questore di Roma e la famiglia di Piscitelli, anche con colpi di ricorso al Tar. La funzione, alla fine, si svolge il 21 agosto.

Dopo una cerimonia in forma privata alla presenza di 100 persone all'interno del Santuario del Divino Amore la bara del leader degli ultras biancocelesti venne stata portata a spalla, da alcuni tifosi, dalla chiesa a piazzale Don Umberto Terenzi gremito di persone. Qui si registrarono delle tensioni, con la bara di Piscitelli che rimase a lungo al Divino Amore. Poi i saluti romani e gli insulti alle forze dell'ordine e ai giornalisti.

Funerali Diabolik (foto Ansa Massimo Percossi)-2

Fabio Gaudenzi, il video su Diabolik e la "mafia vera": così i fascisti smontano il camerata Rommel

L'operazione Grande Raccordo Anulare

Dopo l'omicidio però il nome di Fabrizio Piscitelli spunta nelle carte di due inchieste giudiziarie: la prima è Grande Raccordo Criminale, condotta dalla Guardia di Finanza il 28 novembre 2019, che porta all'arresto di 51 persone. Tra gli indagati nell'inchiesta c'era appunto anche Diabolik, che secondo gli inquirenti avrebbe guidato l'organizzazione dedita al traffico di droga insieme a Fabrizio Fabietti.

Organizzazione che sarebbe stata in grado di rifornire gran parte delle piazze di spaccio della Capitale. In particolare le indagini, che risalgono al periodo febbraio-novembre 2018, riguardano la presunta compravendita di 250 chili di cocaina e 4.250 chili di hashish. Per Fabietti, Piscitelli e per altri sei indagati il gip nega però l'aggravante del metodo mafioso richiesta dal pm. 

Patto tra i signori della droga dietro la morte di Piscitelli

Da questa indagine prende spunto un'inchiesta successiva, i cui esiti vengono resi noti il 14 febbraio 2020. In quel caso finirono in manette Salvatore Casamonica e un avvocato del Foro di Roma. Secondo gli investigatori "i due, in concorso tra loro e con Fabrizio Piscitelli" avrebbero "contribuito concretamente al perfezionamento di un accordo finalizzato a stabilire la pace fra il clan mafioso Spada e un altro gruppo criminale operante a Ostia capeggiato da Marco Esposito, contribuendo, in tal modo, a conservare la capacità operativa degli stessi Spada", quello che fu ribattezzato come il cosiddetto 'patto di Grottaferrata'.

Entrambe le indagini però non sembrano portare elementi di novità sull'omicidio di Diabolik che ad oggi, un anno esatto dall'efferato omicidio del Parco degli Acquedotti, resta ancora un caso irrisolto.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Casamonica Diabolik-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Centro commerciale Maximo, c'è la data di apertura. Primark e non solo: ecco le news sui negozi presenti

  • Si spegne l’Auchan di Porta di Roma: lo spettro dell’esubero su 250 lavoratori

  • Gioca due euro e ne vince 500mila per comprare una casa

  • Coronavirus, a Roma città 131 nuovi casi. 181 in tutto il Lazio

  • Omicidio a Marconi: colpito da una coltellata, morto 43enne

  • Apre il centro commerciale Maximo, mancano le opere per il quartiere. Le spiegazioni dell'azienda

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RomaToday è in caricamento