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Cronaca

Caterina Ciurleo uccisa da proiettile vagante, un sospettato torna libero. La lite prima degli spari e il punto sulle indagini

Prima della raffica di colpi esplosi ci sarebbe stata una rissa a poca distanza dal luogo dell'omicidio su cui ora la polizia sta cercando di fare luce

Un sospettato, Dante Spinelli, fermato e poi rilasciato. Altri due uomini nel mirino degli investigatori della squadra mobile e della direzione distrettuale antimafia. In tutto tre persone che, stando a una prima ricostruzione, sarebbero state a bordo della Fiat 500 dalla quale sono stati esplosi cinque colpi di pistola nel pomeriggio di giovedì a Villaggio Falcone. Uno di quei proiettili, vagante, ha centrato una Smart e trafitto alla schiena Caterina Ciurleo, uccidendola.

La lite sospetta

Chi indaga sta cercando di rintracciare tutti i protagonisti della vicenda. Il fascicolo del caso della morte di Ciurleo è stato affidato al pm Carlo Villani. Non si vuole tralasciare nulla e con il passare delle ore emergono anche altri elementi che meritano chiarezza. Prima della sparatoria, infatti, ci sarebbe stata una lite, anche con toni accesi, aggressioni e minacce.

Sarebbe stato il prologo dell'inseguimento da far west in auto in mezzo al quale si è ritrovata la Smart con a bordo Ciurleo e l'amica, nei pressi di un centro commerciale. La violenta discussione, i cui contorni sono tutti da decifrare, sarebbe avvenuta in via Alberto Luthuli, a poca distanza dal luogo dell'omicidio.

Un'unica pistola

Una lite che sarebbe sfociata in rissa. L'ipotesi è che un gruppo di persone a bordo di una Golf avrebbe aggredito gli occupanti della Fiat 500. A quel punto sarebbe scattata la vendetta armata. Come sottolineato da chi indaga il calibro della pistola usata per sparare è corto come hanno confermato i bossoli rinvenuti in strada, i calibro 380.

In sostanza non ci sarebbe stato un conflitto a fuoco. Gli spari sono stati esplosi tutti da quell'arma. Una dinamica che, seppur ancora non confermata, racconterebbe di una faida per il controllo del territorio. I pezzi per comporre il puzzle, assicurano fonti investigative, non sono finiti qui. Una storia che, per certi versi, ricorda quella di Alexandru Ivan. Il controllo della zona, la lite, gli spari e un morto innocente.

Fermato e poi rilasciato

Al momento l'unica persona fermata per il caso, nel pomeriggio del 24 maggio, è stata rilasciata nella mattinata di sabato 25 maggio. Se venerdì la questura di Roma spiegava che Dante Spinelli, 28 anni e appartenente a un gruppo di sinti italiani della zona, era "gravemente indiziato di aver esploso alcuni colpi d'arma da fuoco, uno dei quali ha gravemente ferito" Ciurleo poi morta poche ore dopo. 

Dopo una notte in commissariato è arrivato il dietrofront investigativo e Spinelli è tornato libero. "Sono emerse evidenze investigative che hanno indotto a soprassedere all'adozione di provvedimenti restrittivi immediati" a carico del ventottenne, tuttora "indagato". Mentre investigatori e inquirenti indagano, Villaggio Falcone si stringe nella tragedia e chiede giustizia e risposte.

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