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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Tivoli

Scovati i due uomini che hanno ucciso lo 'Sceriffo'. Preso a calci come se "tiravano un pallone"

I carabinieri hanno ricostruito il brutale pestaggio che è costato la vita ad Alessandro Castellaccio. Uno dei due aggressori è stato preso mentre stava andando al lavoro

Prima uno lo ha colpito con un pugno al volto così forte da farlo stramazzare al suolo. Poi un altro lo ha colpito ripetutamente a calci, anche sul volto, quando era a terra e privo di sensi. I carabinieri e la procura di Tivoli hanno ricostruito il brutale pestaggio che è costato la vita ad Alessandro Castellaccio, detto 'Sceriffo', morto dopo una settimana e dopo essere stato vittima di una aggressione lo scorso 18 giugno

Prologo della sua morte una lite che il quarantunenne aveva avuto e un cittadino romeno Auriel C.. I residenti di Tivoli e gli amici di Castellaccio, per giorni, ha chiesto giustizia, anche sui social, e ora gli investigatori e gli inquirenti hanno risposto. A finire in manette sono stati due cittadini romeni, uno dei quali catturato nella giornata di ieri mentre si stava recando sul posto di lavoro e dopo aver trovato riparo, in questi giorni, da un amico a Roma est. I due sono accusati di omicidio volontario in concorso.

La ricostruzione e le indagini

I carabinieri e la procura sono arrivati a loro attraverso una indagine basata sul racconto di diversi testimoni. Un racconto brutale certificato anche dei riscontri avuti dalle telecamere presenti in un bar, le uniche, che di fatto hanno cristallizzato la presenza degli aggressori nella zona sia prima che dopo il pestaggio, proprio davanti al luogo del delitto. 

Secondo quanto ricostruito, facendo rientro a casa, Castellaccio si era recato nei pressi del bar per chiedere di abbassare il volume della musica che alcuni cittadini romeni stavano ascoltavano in piazza. Da lì ne è nata una discussione subito degenerata probabilmente a causa dell'eccessiva quantità di alcol ingerita dal gruppo.

Ne è nato un parapiglia. Castellaccio se l'è presa con Auriel C.. Lo 'Sceriffo' a quel punto è stato circondato dal branco e colpito da un pugno sferrato con inaudita violenza da V.I., queste le iniziali di uno dei due arrestati oggi. Caduto a terra privo di sensi, è stato colpito ripetutamente da calci al viso da un soggetto che i carabinieri hanno identificato per N.M., anche lui arrestato. Calci così forti, come si legge nella nota della procura "come se tirasse un calcio a un pallone", hanno raccontato i testimoni.

I testimoni

Alcuni dei presenti alla terribile scena si sono frapposti tra la vittima e i suoi aggressori, cercando di proteggere il corpo di Castellaccio da ulteriori colpi. All'arrivo della pattuglia dei carabinieri di Tivoli, giunta sul posto dopo pochissimi minuti, tutto il gruppo dei violenti era ormai già scappato. È a quel punto che sono iniziate le indagini.

Alcuni testimoni hanno fornito la loro versione dei fatti mentre Castellaccio veniva trasportato d'urgenza in ospedale dove però, una settimana dopo, moriva a causa dell'emorragia celebrale causata dai colpi ricevuti. Nella settimana in cui il 41enne italiano ha lottato tra la vita e la morte, le indagini non si sono mai fermate. I testimoni hanno fornito una descrizione dei due indagati e dei capi d'abbigliamento indossati. Identikit confermati anche dalle telecamere del bar.

L'identificazione degli aggressori

I carabinieri, una volta identificati i soggetti, li hanno braccati. In casa di N.M., colui che avrebbe - secondo la ricostruzione - colpito più volte a calci Castellaccio quando era già a terra, sono state trovate un paio di scarpe sporche di sangue nella parte superiore, indicate dal suo coinquilino come quelle indossate la sera del delitto.

Quindi sono stati trovati e sequestrati i vestiti corrispondenti a quelli indicati dai testimoni come quelli indossati dai due aggressori al momento del pestaggio. Una violenza brutale alla quale avrebbe partecipato anche altre persone al momento non identificate.

La brutalità del pestaggio

Un quadro indiziario pesante, come spiega la procura: "La reiterazione dei colpi, la loro violenza, la prosecuzione della brutale aggressione anche quando Castellaccio era esanime a terra e con colpi sferrati anche alle persone che si erano frapposte, a tutela del corpo della vittima, allo stato sono elementi che inducono a ritenere la condotta sorretta dalla volontà omicida in capo a entrambi gli indagati". Non solo. 

Secondo quanto emerso, V.I. non avrebbe proseguito l'aggressione solamente perché è stato bloccato da terze persone che con difficoltà - dopo che lui aveva sferrato il primo violentissimo colpo a causa del quale Castellaccio era caduto a tema - sono riuscite a contenerlo. Ora i due, arrestati, rischiano una pena non inferiore nel massimo a cinque anni. I due, secondo la procura, avrebbero una "particolare pericolosità e della spiccata propensione al crimine". Entrambi sono stati tratti in arresto e associati in carcere.

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