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Cronaca

Chi è Giuliano Castellino, il leader di Forza Nuova arrestato per la guerriglia no green pass di Roma

L'estremismo nero dietro le scene di violenza che si sono viste nelle strade di Roma

Era in prima fila sia sul palco del sit in autorizzato che nel guidare il "popolo" all'assalto della sede della Cgil. C'è anche Giuliano Castellino fra le dodici persone arrestate nella notte per il sabato di guerriglia della Capitale. Diecimila i manifestanti scesi in piazza.  Tra loro c'erano anche i ristoratori del movimento IoApro e tanti uomini e donne di diversa estrazione sociale e di diverso colore politico ma la "regia" della piazza è da tempo in mano all'estremismo di destra, da Forza Nuova alla galassia dell'ultradestra romana. Fascisti e teppisti poi artefici delle violenza sotto i palazzi del potere e per le strade del Centro Storico fra centinaia di turisti e romani intrappolati negli scontri che hanno visto contrapporsi i no vax e forze dell'ordine. 

Roberto Fiore e Giuliano Castellino

C'è infatti anche l'estremismo nero dietro le scene di violenza che si sono viste nelle strade di Roma, militanti i cui proclami rimandano all'ideologia fascista e che da mesi raccolgono la rabbia contro le scelte del Governo circa il piano vaccinale e l'obbligo di green pass. Fra loro i leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino entrambi arrestati nella notte assieme ad altre 10 persone (12 in totale) per il sabato di gueriglia urbana della Capitale. 

Chi è Giuliano Castellino

Gruppi organizzati e 'cani sciolti' in lotta contro una decantata "dittatura sanitaria": "Le piazze d'Italia si fermeranno e scenderanno a Roma contro il Green Pass per il lavoro e la libertà" avevano scritto nei giorni scorsi gli organizzatori della manifestazione. In prima fila il leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino. "Siamo 100 mila. Oggi fermiamo il certificato verde. Ci prendiamo Roma", ha detto Castellino prendendo la parola. Ma chi è davvero Giuliano Castellino?

Quarantacinque anni, esponente di spicco dei movimenti di estrema destra, già dirigente nel 2013 della Destra di Francesco Storace e prima ancora segretario romano di Fiamma Tricolore. Nel dicembre 2014 fece parte del "Popolo di Roma" a sostegno di Alemanno prima di passare con La Destra, il Movimento sociale europeo e Contropotere. In passato il suo nome è comparso in alcune inchieste sull’ultradestra: come quella sugli ultras della Roma coinvolti con altri tifosi giallorossi della Curva Sud sui presunti ricatti al presidente Franco Sensi per dei biglietti in cambio di pace, sino all’attentato al cinema Nuovo Olimpia del ‘99. Luogotenente di Roberto Fiore, nel corso dell'emergenza Coronavirus ha animato quasi tutte le manifestazioni di piazza a Roma, dai no mask, agli anticoprifuoco sino ai no green pass e no vax. 
 

L'attivista no green pass allo stadio col green pass

Attivista di Forza Nuova già finito in carcere nel 2019 e condannato in primo grado per l'aggressione a due giornalisti de L'Espresso, Giuliano Castellino sei anni fa venne fermato per droga, ma poi il giudice stabilì che la cocaina trovata nel suo motorino fosse per uso personale. Non potrebbe partecipare a manifestazioni poiché è sottoposto a sorveglianza speciale dopo essersi reso protagonista nel mese di ottobre 2020 della "reiterata violazione delle norme anti-Covid nonché di condotte di pubblica istigazione alla contravvenzione delle stesse", eppure è nelle piazze.

Colpito da Daspo

Il 13 settembre era stato anche colpito da Daspo, un provvedimento che per 5 anni lo "dovrebbe" tenere anche lontano dallo stadio dove è solito seguire le partite della Roma. E dove si entra solo col green pass. Per entrare ha dovuto presentare al varco un test del tampone negativo ha fatto sapere lui a Repubblica Roma: “Ho fatto il tampone. Quello si può fare, secondo le nostre regole. Sono entrato con il foglio che certifica il risultato negativo”.

Soggetto pericoloso 

Secondo il tribunale di Roma Castellino è "un soggetto pericoloso in relazione ai reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica" poiché "organizza forme di protesta destinate a sfociare in scontri con le Forze dell'Ordine, in quanto, non solo attuate mediante iniziative non autorizzate, ma deliberatamente tese ad elevare il livello di conflittualità sociale con modalità che includono il programmato scontro fisico con gli appartenenti alle Forze dell’ordine, con danneggiamento o occupazioni di edifici, con cori offensivi e atteggiamenti provocatori e di plateale sfida sfrontata adottati, così da suscitare l’emulazione, nei confronti di appartenenti alle Forze dell’Ordine comandati a tutela della sicurezza dei cittadini e perciò in servizio di Ordine Pubblico".

Il ruolo politico di Castellino

Il ruolo di leader del movimento romano di Forza Nuova non viene considerato dal Tribunale una circostanza scriminante, come evidentemente riteneva la difesa, piuttosto viene giudicata "un elemento di maggior pericolo". Sostiene infatti il Tribunale che il Castellino utilizza il suo ruolo "politico con la finalità di amplificare l'eco pubblico dei suoi richiami a violare le leggi ed incrementare il numero dei partecipanti alle manifestazioni di piazza che organizza, riuscendo così, in piena emergenza pandemica, a far convergere centinaia di persone, con conseguente incremento del rischio di contagio, assumendo condotte pubbliche inneggianti alla ribellione, alla disobbedienza e al combattimento", si legge.

La sorveglianza speciale 

Il Tribunale che aveva applicato per lui la misura delle sorveglianza speciale aveva specificato che in caso di violazione delle prescrizioni sarebbe stata applicata la reclusione da uno a cinque anni consentendo l'arresto anche fuori flagranza.

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