Un check point al Colosseo: Roma blindata dopo i fatti di Berlino

Elevate le misure di sicurezza. Si temono ritorsioni contro le forze dell'ordine dopo l'uccisione di Amis Amri

ANSA, PHOTO, TOEPA

Mezzi blindati posizionati come il più classico dei check point. Uno posizionato davanti, l'altro pochi metri più in là. A presidiarlo militari. Autobus e turisti che lo superano facendosì largo, quasi fosse una scena di guerra. E' una vera e propria militarizzazione quella che sta vivendo Roma in queste ore. L'allerta terrorismo dopo i fatti di Berlino e i timori di ritorsioni dopo l'uccisione di Amis Amri è ai massimi di livelli e il presidio del Colosseo rischia di diventarne il simbolo.

Intensificati i controlli e i presidi dei militari e delle forze di polizia. Il ministero in particolare teme una "azione ritorsiva" di qualche fanatico, un lupo solitario che potrebbe colpire "la prima persona in divisa che incontra", ricordando i precedenti di Londra e Parigi, con agenti o soldati aggrediti "per puro odio". 

L'allarme, nel giorno di Santo Stefano, è arrivato tramite una circolare interna indirizzata a tutte le realtà in questi giorni impegnate nell'allerta terrorismo. A firmare la circolare il Questore D'Angelo. Vi si legge: "Prestare la massima attenzione al fine di evitare l'eventualità di azioni ritorsive nei confronti di appartenenti alle forze dell'ordine, nonché di adottare ogni misura necessaria per la tutela dell'incolumità personale". 

Un documento che viene motivato con l'apparizione su facebook di "minacce di ritorsione nei confronti delle forze dell'ordine italiane per l'uccisione dell'autore della strage di Berlino". Un ulteriore campanello di allarme in una situazione già ad alta tensione dopo l'attentato di Berlino e l'uccisione di Amis Amri avvenuta a Sesto San Giovanni. E proprio quest'ultimo episodio, con due poliziotti protagonisti dell'uccisione del tunisino ritenuto responsabile dell'attentato nella Capitale tedesca, ha reso gli agenti in divisa un bersaglio ancora più sensibile. 

A Roma si è provveduto a stilare una mappatura di tutti gli accessi ai luoghi sensibili (compreso un maggior controllo per chiese e conventi) e un report dettagliato con l’elenco dei locali pubblici e le indicazioni relative agli ingressi, alle uscite di emergenza e alle vie di fuga, in modo da avere pronto un piano operativo di intervento ed evacuazione in caso di attacco. Per il 1 gennaio la Questura ha chiesto ed ottenuto dal Campidoglio un dispositivo di viabilità piuttosto rigido (Leggi i i dettagli).
 

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