La cultura per nascondere il centro hot: massaggi tantrici e 300 euro per una ragazza nuda

A fine giornata il 60 % dell'incasso doveva essere consegnato ad una delle 2 titolari e tutte le persone coinvolte dovevano usare, anche tra loro, nomi falsi

Avevano organizzato un sistema di prostituzione in un centro messaggi specializzato in 'lingam', una tecnica tantrica, ideata per garantire ai clienti il massimo della discrezione. A gestire il tutto erano due donna, entrambe italiane di 52 e 39 anni, ovvero le fondatrici dell'associazione culturale olistica sotto cui si nascondeva il centro massaggi. 

Il potenziale cliente, oltre a ricorrere al classico passaparola, poteva trovare il centro massaggi sulla rete: sul sito erano presenti foto di ragazze e ragazzi in pose provocanti ed allettanti. Dal web era possibile contattare le titolari ed una volta trovato l'accordo veniva fornito l'indirizzo, un anonimo palazzo in zona Prati, ed il codice numerico per il citofono.

Incontrata la ragazza prescelta il cliente poteva concordare la prestazione ed il prezzo. Per un massaggio "normale" erano richiesti 100 euro, prezzo che saliva fino a 300 per il massaggio tantrico 'lingam' con la ragazza nuda o parzialmente vestita.

Ad interrompere l'attività sono stati gli agenti del commissariato Ponte Milvio. Gli investigatori hanno iniziato la loro indagine dalla denuncia di una donna maltrattata dall'ex compagno la quale, per far fronte alle pressanti richieste di soldi del suo aguzzino, era andata a lavorare in quel centro massaggi, dopo però aver superato un vero e proprio provino sessuale.

I poliziotti hanno tenuto d'occhio il palazzo per alcuni giorni ed hanno individuato alcuni clienti che, di fatto, hanno confermato quanto detto dalla donna maltrattata. Il blitz è scattato nel primo pomeriggio: all'interno del centro c'era un cliente e due ragazze, una italiana e l'altra moldava.

Contemporaneamente sono state fermate due donne, ovvero le titolari. Insieme a loro è stato identificato il fidanzato di una delle due. Il ragazzo, accortosi della presenza dei poliziotti, attraverso un ingresso secondario, aveva cercato di avvisare le titolari, ma è stato bloccato dai poliziotti.

Univoche le dichiarazioni delle ragazze che lavorano nel centro: a fine giornata il 60 % dell'incasso doveva essere consegnato ad una delle 2 titolari e tutte le persone coinvolte dovevano usare, anche tra loro, nomi falsi.

Le 2 titolari sono stata denunciate all'Autorità Giudiziaria per sfruttamento della prostituzione, mentre il fidanzato dovrà rispondere di favoreggiamento.

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